Come scegliere le cuffie


beats cuffie dance and love

Le cuffie quale scegliere e quali caratteristiche

preso da gabryponte.com

Tratto da gabryponte.com

La scelta della cuffia oggi sta diventando uno dei dubbi più gettonati tra forum e gruppi di discussioni sociali vari, spesso leggo domande del tipo: “cosa mi consigliate tra le Beats e le Pioneer ?”
Un tempo la scelta delle cuffie era molto limitata e comunque pare che tutte le cuffie andassero bene, o meglio non era una generazione di piagnucoloni, dove spendevi 100 mila lire per un paio di cuffie, che erano soldini, e ti dovevano andare bene per forza!
Oggi la cuffia è diventata un accessorio di moda pret-a-porter: gli strass sono importanti da incastonare nelle parti contornanti tutta la cuffia, il logo sul padiglione deve luccicare ed essere ben visibile, la marca viene prima di tutto, perché ce li hanno i calciatori e i vips e ovviamente spendere meno di 250 euro è roba da sfigati!

Beh, benvenuti nell’era digitale del djing 2.0 dove bisogna adeguarsi ai tempi per non rimanere indietro, per poi poter scegliere se seguire la scia o essere alternativi. Non starò qui a dirti di risparmiare sulle cuffie o di non dar retta alle trovate pubblicitarie, è assodato che se una cuffia costa significa che è buona, ma una cufia può essere buona e per lo meno avere le stesse caratteristiche anche una cuffia di marca non tanto pubblicizzata ad un prezzo decisamente più basso. Quello che starò a dirti invece è come scegliere la tua cuffia in base al tuo stile di mixaggio, al tuo genere e alle tue esigenze in generale, poi sei libero di sceglierti la cuffia dei vips anche se non ti serve.
Prima di scegliere una cuffia dovresti studiarti qualche caratteristica principale descritta in questo articolo, per poi fare una valutazione secondaria da quello che ti sto per scrivere.

Quanto tempo le tieni in testa?

Sempre (on-ear) – Se oltre a fare il dj sei anche un producer e non vuoi acquistare un

Tiesto - tratto da wikipedia

Tiesto – tratto da wikipedia

altro paio di cuffie da studio per producer, significa che nella fase di creazione delle tue produzioni, userai le stesse cuffie che usi per fare le serate, questo implica il fatto che passerai tanto tempo in studio con le cuffie attaccate alla testa.
Se quando mixi in una serata le cuffie ti stanno quasi sempre in testa, ovvero i padiglioni stanno a contatto con le orecchie, devi tenere in considerazione di acquistare un paio di cuffie con i padiglioni morbidi e che si adattano facilmente alla forma delle orecchie.
Le cuffie fanno una leggera pressione sulla cartilagine delle orecchie e quando le togli spesso le trovi tutte rosse ed irritate, la forma dei padiglioni serve proprio a minimizzare questo fastidio.

Caccio e Metto – Alcuni djs sembra non sopportino le cuffie attaccate al collo, e durante la serata alla prima occasione non perdono tempo per togliersi la cuffia dal collo e buttarla sul primo posto libero in cui si trovano, spesso questi provengono dalla generazione dei turntablist come nel caso di Giorgio Prezioso, spesso è proprio un’abitudine. Fatto sta che se questo è il tuo stile, devi fare molta attenzione all’archetto delle cuffie. Il primo consiglio che possa darti è di non acquistare un paio di cuffie di fascia media, spesso i produttori di queste cuffie si concentrano sulla qualità audio del driver interno, ma trascurano i dettagli come il materiale dell’archetto o la sua consistenza, mentre se acquisti una cuffia di ottima manifattura, stai sicuro che ogni particolare non è stato trascurato, fattore inverso è quello della cuffia entry level dove l’archetto soprattutto se in lastra di alluminio non si romperà mai, a limite si piegherà, a discapito però della qualità audio che bisogna ammettere che la differenza si sente, ma in definitiva, una volta che hai rotto una cuffia di 15 / 20 euro che ti sarà durata circa 2 anni, fatti il conto se non ha lavorato più che bene!
Quando vai a togliere o infilarti le cuffie, è un gesto di riflesso quello di divaricare l’archetto, quindi più questo gesto viene ripetuto, più il materiale con cui sono fatte viene sollecitato, materiali troppo rigidi spesso causano la rottura, ma anche archetti di plastica dura e poco spessi rimangono tra le mani che è una bellezza, ho visto suonare tanti ragazzi con cuffie di 100 / 150 euro con il nastro isolante attorcigliato attorno all’archetto…

Come mixi ?

Cuffie sempre in testa – Se mixi come Tiesto con le cuffie sempre attaccate in testa, devi scegliere per forza un modello di cuffie con i padiglioni che si orientando in orizzontale e in verticale, questo per consentire alle cuffie di potersi adattare più facilmente alla forma della tua testa e dare meno fastidio possibile, i padiglioni li sposti come vuoi tu adattandoli secondo le tue esigenze sia per avere entrambi i padiglioni sulle orecchie e sia per averne uno soltanto. Alcune cuffie dal design moderno hanno i padiglioni che ruotano a scatto in avanti o in dietro rispetto all’archetto per consentire di poterli spostare dalle orecchie, i movimenti di rotazione dei padiglioni sono molto limitati ma in compenso i padiglioni se di ottima manifattura potrebbero rimediare, questo dipende anche dalla forma della tua testa.

Mixaggio a spalla (single-ear) – Se mixi con la cuffia sempre al collo e ti servi di un solo padiglione per sentire l’andamento del preascolto, sei spacciato! Questa è la figura più difficile da inquadrare. In linea di massima le cuffie andrebbero bene tutte, ma quella perfetta non esiste, allora il primo consiglio che posso darti è quello di poter toccare con mano la cuffia e di provarla personalmente.
Questo tipo di mixaggio è molto soggettivo perché fa riferimento molto all’anatomia del corpo umano, non tutti abbiamo la stessa lunghezza del collo e la distanza tra la spalla e l’orecchio non è la stessa. Quindi la cuffia che andrai a scegliere innanzitutto deve avere ampi padiglioni sia in larghezza che in ampiezza, inoltre i padiglioni devono orientarsi il meno possibile sia in orizzontale che in verticale, non so se ti è mai capitato di vedere dei djs con le cuffie al collo dove girandosi completamente i padiglioni sembrano un papillon, non c’è cosa più fastidiosa. Quello che è importante nella scelta è l’ergonomia che si forma tra la spalla e l’orecchio e la rotazione in orizzontale in modo tale che mentre esegui il preascolto l’altro padiglione stia bassato e non ti sbatta sulla fronte sul naso sulla bocca o su dove ti faccia imprecare!

Mixaggio sulla spalla

Renèe la Bulagara - tratto da m2o.it

Renèe la Bulagara – tratto da m2o.it

Avrei voltuo battezzarlo mixaggio Renèe, visto che questo tipo di mixaggio lo usa Reneta Petrova Aka La Bulgara. Questo tipo di mixaggio viene eseguito facendo passare tutta la cuffia da un braccio e posizionandola esternamente sulla spalla dove entrambi i padiglioni rimangono rivolti verso l’alto, credo metta un’elastichino per evitare che i padiglioni si aprano e cadano come è successo a me 😕 . Questo è uno stile molto bello ed elegante per una ragazza che sta in consolle con un abito elegante, io lo trovo fantastico. La cuffia da scegliere in questo caso è una cuffia dove i padiglioni ruotano in verticale ad almeno 90° praticamente con l’archetto alzato i padiglioni devono baciare il tavolo.

Mixaggio Gigi D’ag (Permettetemelo) –

Gigi d'Agostino - tratto da laprovinciadibiella.it

Gigi d’Agostino – tratto da laprovinciadibiella.it

Grande rispetto per il Maestro Gigi D’Agostino dove ho voluto inserire solo questo trafiletto per completare l’articolo. Il tipo di cuffie devono avere i padiglioni che ruotano questa volta in verticale, è il contrario del mixaggio a spalla (single-ear), ma questa volta il padiglione libero non da fastidio, oltre al fatto che è una tecnica da adattare.

Genere Musicale

Se il tuo genere musicale consiste in un genere con una buona corposità dei bassi che magari sono pure accentuati, vedi lo stile EDM con battiti marcati e versioni comunque estese dove senti bene la batteria, qui la qualità sonora della cuffia non è molto importante.
Se invece il tuo genere musicale, già rispecchia lo stile commerciale potresti riflettere sulla qualità, ma dove non devi parsimoniare sulla qualità sono i generi più ritmati come quelli hands up, o come nel caso dei generi in cui i bassi sono equalizzati in fase di produzione con un preset che non valorizza i bassi, o quelle canzoni revival incise con vecchie tecniche. In questo caso le due caratteristiche principali da vedere sono la qualità e la capacità di isolamento dall’esterno in modo tale da potersi concentrare sul suono nelle cuffie senza interferenze dalla cassa spia.

Il peso, un dettaglio da tenere presente

Un dettaglio che potrebbe essere scontato nella scelta della cuffia è quello del peso, bisogna fare attenzione al peso della cuffia sopratutto quando non si ha la possibilità di provarla, alcuni grandi modelli di cuffie di grandi marche pesano “un accidente”.

I Ricambi, non tutti ci pensano

Prima di acquistare un paio di cuffie è molto importante informarsi sulla disponibilità dei ricambi e i relativi costi. Alcune cuffie non dispongono di tutti i ricambi o per alcune addirittura è necessario richiederli direttamente al produttore, e questo fattore su una cuffia di 50 euro non è tanto rilevante, ma su una cuffia di 200 euro a salire lo è, e come! Inoltre la cosa peggiore è quando spendi più di 100 euro per una cuffia e poi non riesci a trovare i ricambi, e l’unica alternativa che hai è rattopparla finchè resiste.

Due scelte alternative, due tipi di monitoraggio, due tipi di cuffie alternative

Monitoraggio a spalla

Se sei un dj che non vuole le cuffie attaccate al collo e nello stesso tempo pratica il monitoraggio a spalla e nello stessissimo tempo suona un genere con una sonorità molto limpida, e vuoi fare il dj alternativo, le cuffie a doccia, o monocuffia sono state create apposta per te. Un solo padiglione fisso, abbastanza morbido di discreta (e anche ottima) manifattura, senza il problema di poterlo adattare ogni volta. Il guaio che il padiglione è uno e costa quanto due!

Monitoraggio on-ear

Dj QBert DMC Winner - Tratto da sensiblereason.com

Dj QBert DMC Winner – Tratto da sensiblereason.com

Questa è una pratica che utilizzano pochissime persone, ma che voglio includere ugualmente, anche perché l’ho vista fare di persona, inoltre questa pratica è usata anche da QBert grande campione di turntablism e masestro accademico dello scratch. Parlo quindi dell’auricolare che va infilato nell’orecchio, non quello dell’iPod ovviamente ma si vendono gli auricolare fatti apposta che costano tanti soldi e il guaio è che nemmeno li puoi mettere in mostra, ma almeno non hai il peso della cuffia addosso.

Spero che questo articolo ti abbia potuto schiarire le idee sulla scelta della cuffia, e se ce le hai ancora più confuse, puoi sempre costruirti una tabella paragonativa e scegliere cosa è più importante e cosa lo è di meno, ma alla fine una cuffia, come ho detto in precedenza, è come un accessorio, se hai un paio di scarpe che ti vanno un po’ strette di certo potrai camminare, e lo stesso si può dire per la cuffia.

Per concludere, qualsiasi sia la tua scelta della cuffia di marca o meno, fastidiosa o meno, efficiente o meno, ricordati che se tanto è vero che

il ferro fa il mastro, tanto è buono l’attrezzo tanta è raffinata la maestria del maestro operatore, in questo caso non è la cuffia che ti fa un dj migliore, ma quello che sta tra un padiglione e l’altro…
… il cervello.

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Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

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