Creiamo un mixtape fatto bene


Il mio primo mixtape…

… serio

Qualsiasi sia il tuo genere che sia minimale oppure più ritmato e commerciale, è finita l’era dei mixati di 60 minuti con 10 / 12 canzoni, è importante creare un mixato fatto bene, carico e che non rompe le palle. Se vuoi fare tutto questo devi imparare a suonare, imparare le tecniche di missaggio, e imparare come si registra un mixtape.

Perché creare un mixtape e soprattutto farlo bene e senza perdere tempo

Credo che il motivo principale sia quello di ascoltare quello che hai fatto, di sentire ogni minimo passaggio o parte in cui tu non ci abbia messo mani. Questo è importante perché ti consentirà di migliorare e soprattutto di capire dove migliorare, ricorda che l’autocritica è alla base della crescita. Spesso quando sembra di aver fatto un passaggio impeccabile, troverai sicuramente qualcosa da migliorare, o qualcosa da modificare, è li che sta il lavoro principale, ripassare di nuovo su quel punto e provare a migliorarlo.
Il secondo motivo per fare un mixtape è quello di metterlo in rete, per averlo sempre a portata di mano. Mi ricordo che tempo fa quando si andava a “cercare per suonare nei locali”, i gestori chiedevano la famosa “demo” e tu gli lasciavi la cassetta da 45, 60 o 90 minuti. Adesso puoi andare in giro con un cd o una pennetta, o ti metti la traccia nel cellulare, ma se vieni preso alla sprovvista puoi sempre trovare un collegamento ad internet e scaricarti il mixtape.
Un altro valido motivo per mettere un mixtape in rete è quello di farlo ascoltare a persone esperte di cui puoi avere la certezza che il loro parere sia esclusivamente a scopo di farti migliorare e quindi accettando il lato positivo e quello negativo.
Per ultimo un mixtape in rete da condividere sui social networks e tutto il resto, serve solo ad avere un altro mixtape in più che gira tra i social, ma stai sicuro che se fatto bene avrai anche tu una fetta di persone che lo ascoltano volentieri.
Per ultimo, ma molto importante, è quello di distribuirlo a persone che possono farlo circolare fisicamente e che non lo lasciano sopra il mobiletto di casa loro.

Il mixtape va quindi preparato a priori e va studiato prima per bene, non vanno fatte cose di fretta, devi ordinare il tutto con criterio, preparare per bene il tutto, dall’attrezzatura ai programmi alle tracce, poi provare e quindi registrare.

Cerchiamo le tracce

Le tracce vanno studiate bene e selezionate bene, devi essere aggiornato molto sul panorama che riguarda il tuo genere, capire le novità, capire la canzone che andrà e quella che sembra bella e poi è tutto fumo niente arrosto. Devi scegliere il genere che piace a te, ma non devi scegliere le canzoni che piacciono a te, ma quelle che potrebbero piacere a chi ascolta il tuo mixtape.
In base al tuo genere musicale avrai da lavorare sulle tracce, ma ad ogni modo è molto importante selezionare diverse tracce che potrebbero essere richieste in futuro, o quello che potrebbe essere il tormentone nel genere commerciale. Questo in modo tale da poter fare capire che nella selezione musicale sei esperto ed aggiornato, e che sai puntare sulla traccia giusta. E’ anche importante mettere alcune tracce al top, ma fai attenzione a non inserire tracce che si sentono tutti i giorni, soprattutto nel genere commerciale, il troppo rischia di stroppiare.
Inoltre è importante mantenere la politica, ad esempio un mixtape fatto di sola musica electro house è un mixtape fatto bene a priori, al contrario un mixtape fatto di musica mischiata non è da tutti farlo, va studiato davvero bene e non bisogna puntare alla novità ma tutto sulla tecnica, in rete ci sono molti video di turntablist che passano in modo spettacolare da un genere all’altro. Se ti discosti di poco, puoi mischiare il genere, in alcune compilation che acquistavo tempo fa, dopo un po di musica dance, alla fine mettevano due o tre brani di musica pop come bonus track.

Per finire questa piccola palesa introduzione volevo aggiungere che per registrare hai bisogno di qualcosa che registra 😛

  • Hai un controller quindi sul programma correlato avrai la funzione che ti permette di registrare, allora dovrai solo configurare la modalità recording;
  • Hai due giradischi o cd in timecode, allora vale la stessa cosa per il controller, ma dovrai fare qualche collegamento hardware in più;
  • Hai solo un mixer e due cdj/giradischi, quindi o scegli la soluzione hardware che ti andrebbe a costare dalle 50 alle 100 euro, ovvero dei registratori digitali e multitraccia come il (Gemini iKey, o il Reloop Tape) dove basta collegarli al mixer e premere un tasto, o scegli una scheda audio esterna da collegare ad un computer, oppure colleghi direttamente la consolle al computer.

Più in avanti scenderemo nei dettagli, adesso inizia a trovarti le tracce.

Questo articolo è dedicato alla musicassetta che nel 2013 ha compiuto 50 anni, (in teoria dovrebbe essere il 13 settembre), nata nel 1963 ad opera della Philips, ma è già da parecchio tempo che è scomparsa la famosa frase “cambia lato”.

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Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

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