I vari tipi di dj


Mettiamo le cose in chiaro, dee jay che vuol dire?

Volendo rappresentare la figura del dj in se stessa, come la rappresenteresti?

  • Come un personaggio che mette musica sui lidi affollati di belle ragazze in bikini che gli ballano attorno, uno che ogni sera va con una ragazza diversa, uno che gira il mondo;
  • Come un personaggio rinomato che sta dietro una consolle e balla e ride e scherza con quelli che stanno dall’altra parte, che è presente in tutti i migliori club del mondo;
  • Come un tipo stravagante che spesso si chiude nella sua stanza a produrre nuova musica, a cercare nuove tendenze musicali e da proporle poi sui canali sociali, sulle radio, nei club e luoghi in cui si balla e ascolta musica, o magari sotto un etichetta discografica;
  • Un/a ragazzo/a che va in giro con la borsa piena di musica cercando di guadagnarsi da vivere andando a suonare nei posti più disparati quali club, feste private, cercando magari di diventare anche resident in qualche posto rinomato nella zona;
  • Un/a tipo/a che si mette dietro una consolle e fa vedere come si suona davvero facendo funambolismi e acrobazie con i dischi, coinvolgendo il pubblico lasciandolo stupito con la sua tecnica.

Qualunque sia la tua risposta, non hai sbagliato in nessun caso, ho omesso la risposta:
– “Un tipo carismatico che coinvolge tante persone per portarle nei luoghi dove lui si esibisce”, in futuro ne capirai il motivo.
Inizialmente un dj era un tipo che intratteneva il pubblico con la sua musica e con la sua abilità nel mettere i dischi, non a caso jockey vuol dire fantino ( :/ ) infatti un bravo dj doveva essere bravo a fare funambolismi con i dischi, sapere mettere la musica giusta per attirare tanta gente in pista e quindi poteva fare della sua passione una professione che lo portava nei migliori club del mondo o nei lidi affollati con le ragazze semi nude.
Oggi questo concetto si è diramato di parecchio, grazie alle svariate tendenze musicali e all’aumento della tecnologia che ha generato un pò di confusione, in quanto a mio avviso manca la giusta istruzione, perché il business impone tante regole e perché molti scelgono la strada più facile e conveniente.

Allora chi è il dj?

Visto che dj è un termine troppo confuso cerchiamo di chiarirlo bene: Il dj che immaginiamo tutti, quello figo pieno di ragazze attorno, al giorno d’oggi non è altro che un selezionatore di musica, ovvero un tipo che va nei club per fare ascoltare la musica al pubblico che dovrebbe di conseguenza ballarla. Da qui abbiamo diversi livelli, partendo dall’alto abbiamo quello famoso che gira tra i club di grande prestigio, che mette in mostra la sua immagine e che porta tanta gente solo per veder la sua faccia, la tecnica poco importa, potrebbe anche mettere un cd. Poi abbiamo il selezionatore che va nei club, non è famoso e spesso mette musica di riflesso, ovvero musica che ballano in quel club o che comunque piace ballare in quel club e comunque non si discosta dal suo genere, ma la differenza la fa il brano che mette, spesso questo potrebbe essere un resident, il suo lavoro è quello di mettere la giusta sequenza musicale e quindi ha la necessità di mixare i brani con una attrezzatura discreta e per lo meno adatta. Poi abbiamo la fascia più bassa la famosa gavetta, dove si è sempre in guerra. Il dj che si sposta tra le feste private, tra i party selvaggi nei luoghi più vari. Qui è importante molto la selezione perché è necessario vedere bene le esigenze del pubblico, è importante molto la tecnica per evitare di fare errori e quindi partire già con il piede sbagliato, anche l’attrezzatura è importante, soprattutto se si propongono vari generi musicali l’attrezzatura non si può limitare ad un controllerino, ma roba che ti faccia gestire le tracce nel pieno delle funzioni.

Dalla parte opposta abbiamo il turntablist che è un concentrato di tecnica e acrobazie. Questo termine deriva da giradischi, cioè colui che suona con i giradischi e ne rende uno strumento musicale a tutti gli effetti, non ci credi? Guarda qualche video di qualche turntablist in gamba. In genere come tutti pensano il turntablist mette musica hip-hop, rap, o altro genere simile, infatti il genere di partenza per imparare è quello, di solito si inizia con qualche scratch su qualche base con le battute basse, e le prime acrobazie si fanno con questo stesso genere. Successivamente si ci può sbizzarrire con vari generi e comporre diverse sequenze, oggi con le nuove tecniche è possibile unire generi e canzoni di tutti i tipi, la creatività non impone limiti. Il turntablist per essere tale deve avere una preparazione abbastanza completa e complessa che non si forma in pochi anni, deve ovviamente avere un attrezzatura adeguata e professionale e deve conoscere bene tutte le tecniche basilari dello scratch, molti ne studiano delle nuove, i più bravi le inventano (autobahn, prizm).

A mio avviso attualmente si sta creando una nuova categoria, che è la categoria intermedia, non sembra alla fine una novità, ma un ritorno al passato dove come detto all’inizio dell’articolo dove ogni dj aveva un’ottima padronanza dell’attrezzatura. Esistono molti djs non qui sicuramente, ma presto arriveranno anche in Italia, che riescono mettere qualsiasi genere musicale e hanno nello stesso tempo un ottima padronanza dell’attrezzatura (un dj quindi :/ ). Per arrivare a determinati livelli non è necessario studiare anni ed anni, e non è necessario nemmeno sapere tutte le tecniche dello scratch, ma almeno le fondamenta, almeno il giusto impegno, almeno un adeguata preparazione, almeno un’attrezzatura come si deve! Questa figura è nata da molti vincitori delle edizioni dei campionati DMC in collaborazione con diverse aziende che propongono prodotti per il digitale in particolare riguardo per il vinile, che allo scopo di pubblicizzare i propri prodotti ne hanno studiato assieme ai campioni le funzioni migliori e le tecniche adeguate che adesso ricalcano tutti i dj più in gamba.
Questa categoria credo andrebbe ad eliminare tutti quei dj improvvisati che non hanno voglia di imparare perché “sono già nati imparati” e che sanno loro come si fa, “che ci vuole, basta smanettare un pò e poi subito in consolle!”, per fortuna non andranno molto lontano anche se apparentemente e stranamente famosi (anche per un attimo) in quanto la tecnica e l’esperienza mette in risalto questa differenza.

Chi produce musica ovvero i producers, sono categorie parallele, ogni tipologia elencata può essere un produttore di musica, dal pivello al professionista.

Per concludere voglio giustamente sottolineare che non c’è una categoria migliore dell’altra, una brutta l’atra bella, una scarsa l’altra buona, sono solo due modi totalmente differenti di suonare e di concepire la musica, non sono categorie concorrenti ma vengono strutturate dalle basi già con concezioni diverse e svolte in luoghi e contesti diversi.
Per accentuare molto di più la differenza terrei a farti vedere due video che sono totalmente opposti, due dj allo stesso tempo professionisti con due tecniche diverse e con due generi diversi, in due luoghi diversi con il pubblico diverso.

Satoshi Tomiie – Grande dj e produttore di musica house che ha sconvolto il panorame house mondiale. Molte delle sue produzioni musicali arrivano sempre in alto in tutte le classifiche mondiali.

Shiftee – Vincitore assoluto del DMC nel 2009 e istruttore della scuola per dj DubSpot, vincitore di altri premi di categorie varie, e talento naturale per la musica e il turntablism

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Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

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