La figura del Dj di ieri, oggi e domani. Il Djing


Il Dj e il Djing

Il dj è una figura basata sull’intrattenimento musicale, che tramite un’adeguata attrezzatura mette in ascolto i brani musicali.
Questa figura varia in base agli ambienti in cui si trova, al ruolo che ricopre e al pubblico che si ritrova davanti: ambienti legati all’animazione dove il pubblico è misto come villaggi turistici e piccoli pub, il ruolo del dj è quello di accontentare tutti e trovare il brano giusto al momento giusto facendo una buona selezione musicale, mentre in luoghi più ampi e dedicati come i disco pub o discoteche in cui il pubblico viene per ballare quel determinato tipo di musica ha il ruolo di selezionare i migliori brani e spesso le novità, negli stessi ambienti il dj che si occupa di produzione musicale (producer) ha il ruolo di presentare i suoi brani accompagnati da altri brani affini al suo genere.
Un discorso un pò più complesso è quello del dj turntablist che ha un ottima padronanza della sua attrezzatura usandola come uno strumento, spesso accompagnandone acrobazie funamboliche da presentare non solo a contest, ma anche nei locali di vario genere.

Le tecniche, la strumentazione e la cultura di questi vari tipi di figure sono molto diverse tra di loro, e in base all’aspirazione che si ha di coltivare quest’arte, nonostante le basi siano propedeutiche, bisogna apprendere in modo diverso.

Il djing è l’arte che abbraccia questa cultura e non si limita soltanto al fatto di amare e ascoltare la musica, conoscere il proprio genere e saperlo fare girare in discoteca senza commettere errori, ma vi sono anche altri fattori che costruiscono la figura del dj in un professionista a 360 gradi, ovvero:

  • La conoscenza della propria attrezzatura e sapere distinguere le funzioni di un attrezzo e saper valutare quale potrebbe fare al proprio caso;
  • E’ necessario avere una base nella cablatura degli attrezzi tra di loro, saper riconoscere i vari tipi di attacchi, di cavi e come meglio fare per poterli interfacciare tra di loro in modo ottimale;
  • Sapere come muoversi nella manutenzione ordinaria degli attrezzi, la pulizia, la sistemazione dei cavi, nonché anche una base minima di saldatura e ripristino dei cavi;
  • Come comportarsi in caso di emergenza, se qualcosa dovesse andare storto a livello tecnico durante una serata;
  • Avere almeno una conoscenza minima strumentale;
  • Come comportarsi con il pubblico;
  • Avere un adeguata cultura musicale;

Il Dj una volta

Questa figura un tempo poteva definirsi come una figura professionista a tutti gli effetti, in quanto solo chi era davvero motivato seriamente, intraprendeva una battaglia difficile da conquistare, poche notizie ingiro e ognuno doveva capire le cose da se, il costo dell’attrezzatura era abbastanza elevato da scoraggiare quel poco di entusiasmo, il costo per mantenere questa professione era abbastanza alto, ma in compenso poche erano le persone che arrivavano al traguardo ma che trovavano di sicuro un posto in cui esibirsi come veri professionisti. Il pubblico in compenso era meno esigente, si lavorava meglio, si festeggiava di più e la figura del dj veniva davvero rispettata.
Non vi erano grandi scelte tecnologiche, bisognava imparare categoricamente con i dischi in vinile che comportavano tutta un’adeguata procedura complessa, dal montaggio alla manutenzione, con la pena di rovinare dischi feste e musica.
Spesso la figura del dj era molto vicina a quella del turntablist, perché i giradischi consentivano di spingerti oltre. I più bravi si esercitavano a mettere il numero più possibile di brani in meno tempo possibile (in genere 10 minuti), e di questo molti se ne facevano vanto, mentre il turntablist più evoluto faceva i contest più seri che coinvolgevano selezioni nazionali e mondiali (Disco Mix Club, dal 1985).
Chi produceva brani da ballare in discoteca, era un vero e proprio musicista dove incideva le proprie produzioni nelle apposite sale di incisione con tanto di personale tecnico specializzato.

Il Dj Oggi

In pochi anni l’evoluzione e il business non ha risparmiato nemmeno questa figura che è diventato l’anello debole tra il venditore di attrezzature musicali e il gestore del locale, a cui ruotano attorno tutte le figura minori che servono a produrre guadagno.
Attualmente per diventare un dj vi sono tanti modi, partendo da pochi spiccioli e soprattutto usando anche strumenti comuni come un computer. Questa figura è stata spinta e pubblicizzata in modo tale da renderla ambìta e appetitosa, tutti desiderano essere djs fighi e popolari, di conseguenza è stata resa accessibile a tutti, motivati e non, capaci e non, come una donna che tutti possono averla.
Ma la facilità di realizzare i desideri, alimentano la perdita di entusiasmo, e così si smette di amare la donna sempre disponibile e la passione per il djing, e chi ne ha la meglio sono i rivenditori e i gestori, e la peggio i veri professionisti che vengono sostituiti dai ragazzi presi dalla foga di diventare deejay fighi, così dopo pochi mesi se non di meno, sono disposti ad esibirsi in forma gratuita, e come se non bastasse devono occuparsi anche delle pubbliche relazioni, incitando anche gli amici a seguirli in modo tale che chi ha più amici ha più possibilità di suonare.
Il producer non viene risparmiato nemmeno, grazie alla realizzazione di software e hardware accessibile a tutti, grazie ai prezzi competitivi delle case d’incisione e alla digitalizzazione dei supporti, è possibile creare un brano con pochissima conoscenza musicale e poche spese, e soprattutto a casa propria, non a caso il genere House viene chiamato in questo modo (fatto in casa). Purtroppo al contrario delle tagliatelle di mia mamma, le basi e i procedimenti sono semplificati al massimo, e anche qui ne vanno alla meglio i commercianti e gli organizzatori di contest per producer.
Il turntablist per qualche anno è stata una figura poco professata e lasciata dietro le quinte, tutti pensavano che il vinile sarebbe stato presto sostituito visto i costi e le varie difficoltà, finchè grandi case come la N2IT hanno deciso di evolvere anche questo settore, e dopo anni di studio è stato sviluppato un brevetto che rende possibile interfacciare i giradischi con un computer tramite una scheda audio (timecode), il tutto con risultati professionali eliminando alcune limitazioni che imponevano i giradischi, ed aggiungendo tante funzioni popolari grazie all’uso del un computer interfacciato. Nonostante grandi marche hanno smesso la produzione di vinili e giradischi, grazie a questo sistema molti ragazzi ultimamente hanno avuto un grande interessa nell usare i giradischi.

Il Dj domani

L’uso delle strumentazioni tecnologiche sta generando molta confusione, ma di certo il concetto è stato concepito in modo molto chiaro e orientato ad una buona evoluzione, e soprattutto a formare di nuovo una figura professionale e preparata, e questo grazie ad ottimi professionisti di rinomata e indiscussa fama che pubblicizzano solo i migliori prodotti.
Da poco tempo è stata integrata la possibilità di interfacciare i software di timecode installati nei tablet e iphone con quelli dei notebook, e quindi ampliata la possibilità di rendere le strumentazioni più touch e di trasformare tutto in controller.
La cultura del vero dj che impara col vinile verrà rivista sicuramente, in quanto un dj da club avrà soltanto tasti da premere tra le mani, mentre un turntablist sarà indubbiamente affiancato dai giradischi che faranno da controller assieme ad altri strumenti che amplieranno la strumentazione come altri controller aggiuntivi.
Tutto questo darà spazio alla creatività e alla possibilità di produrre anche sul posto piccole parti musicali, o assemblarle tra di loro, questo dipende tutto dalle capacità e dalla creatività del dj che ha nuovamente recuperato non solo il ruolo di professionista, ma anche di artista.
Per diventare un bravo dj non dovrai più accontentarti di andare con il pc di pochi euro ingiro, pieno di canzoni scaricate e con il software in prova o craccato, ma dovrai dimostrare di avere basi ben consolidate, come è giusto che sia così, non si diventa direttore, da stura gabinetti in un giorno!

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Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

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