La metrica di un brano


Capire e studiare una canzone

La metrica di un brano, la battuta

Alla base di un bravo dj dovrebbe esserci anche un buon musicista, insomma se non conosci la musica e soprattutto non sei portato a sentire nell’indole la struttura di una canzone sarà difficile diventare un bravo dj, ma se pensi che Einstein aveva 2 in matematica, potresti essere uno di quelli che dopo aver letto il mio blog diventerà un artista.
La maggior parte dei djs di un tempo erano tutti musicisti, le loro produzioni venivano composte in gran parte da campioni creati da loro con strumenti reali, attualmente la passione crea un filo logico con la musica dove alcuni sono sicuramente portati sentendo di una canzone persino gli strumenti più nascosti, altri ci provano inventando qualche melodia, altri sono convinti di essere sulla giusta strada, e sia io che te siamo in una di queste tre categorie, non si scappa!

Inizia a prendere un brano o un album e carica una versione extended, ma nel caso puoi ascoltare anche un ritmo di quelli che ho messo a disposizione in questa sezione, sentirai per forza un battito, una battuta, quando si dice di tenere il tempo significa che bisogna battere le mani o un piede o quello che si ha da battere in corrispondenza di questa battuta, e questa battuta ha dei battiti regolari.
Alcuni brani hanno una battuta più veloce altri più lenta, questa velocità viene misurata in bpm (battiti per minuto). Prova a contare quanti battiti ci sono nella tua canzone nell’arco di 15 secondi, moltiplica per 4 e ti uscirà la battuta del brano, ad esempio se un brano ha 30 battiti in un quarto di minuto, moltiplicati per 4 ovvero 30×4 farà 120 battute per minuto.

I battiti di una canzone di regola viaggiano sempre in serie da 4, ovvero i famosi quattro quarti (4/4) che compongono una battuta, questi sono fondamentali, perché sommati tra di loro compongono parti di canzoni, ovvero 8 battute, 16, 32, 64, 128 battute, queste parti vengono chiamate periodi che hanno tutti la stessa struttura divisibile per 4.
Adesso se fai bene caso, prova a contare le battute, e noterai che ogni 4 battute sembra che lo spezzone che hai sentito si ripete, e riascoltandolo sentirai che si ripete un altra volta, e un altra volta ancora, e dopo essersi ripetuta per 4 volta succede qualcosa di nuovo tipo il cantato, il ritornello o qualcos’altro, magari si ripete lo stesso ritmo con aggiunta di uno strumento, o semplicemente senti uno stacchetto o una piccola pausa che introduce la sequenza, questa si chiama metrica musicale.

Grazie alla metrica musicale possiamo capire quando la canzone avrà un cambiamento pur non conoscendola (salvo miracoli), e quindi rispettando questa metrica e come se stessimo guidando un auto che non conosciamo su una strada che ci ricordiamo e che i segnali stradali ci guidano meglio.
Altresi nel canto la metrica ci fa capire quando dobbiamo iniziare a cantare, guarda i cori dove c’è solo un direttore che muove la mano a tempo di musica, dopo il giusto quarto tutti contemporaneamente aprono la bocca per cantare, ma lo stesso vale per il ballo, come quelli da sala, prendi un tango ballato in due, dove i movimenti di entrambi sono sincronizzati, o i balli di gruppo dove cambiando il periodo, viene cambiata la coreografia.
Nel caso del djing la metrica serve principalmente a concepire la struttura di un brano, e spesso a capire dove si potrebbe iniziare un passaggio, o come gestire il brano uscente durante il passaggio, ma anche a capire la struttura di un brano quando il periodo cambia e memorizzarne i punti migliori.

Un brano da discoteca ha una struttura diversa in base al genere, ma l’importante è capire i periodi principali.

La versione extended di un brano è composta da due periodi fondamentali, l’intro e l’outro (o finale) che sono degli spezzoni di batteria dalla durata di 15, 30, 45 fino ad un minuto per consentire di unire le canzoni: mentre finisce la canzone e quindi in fase di outro, si può collegare l’intro della canzone entrante rispettando i tempi, in modo tale da creare una continuità musicale prendendo come riferimento la tecnica di base di beatmatching.

Dopo l’intro troviamo solitamente una strofa detta anche body che è la parte centrale del brano composta dal motivo di punta, e si sussegue un ritornello detto anche refrain, spesso viene attaccato anche da un ponte o bridge che lo introduce.

Nel genere EDM (Electronic Dance Music) è presente il drop che è la parte che pompa.

Spesso la parte che pompa ma anche quella del ritornello se cattivo, può essere “caricato” da un periodo che appunto ne da la carica detto build-up, di solito si tratta di una scarica di batteria che inizia piano e a basso volume, poi si alza e diventa sempre più frequente fino ad esplodere con il ritornello o col drop.

Nella parte centrale possiamo avere alcuni periodi che spezzano, sai la monotonia brutta cosa, quindi ascoltando quelle parti solo cantante senza batteria con una musichetta di sottofondo, saprai che quello sarà un breakdown.

Infine possiamo avere il break che è composto da una parte breve che si interpone in determinati punti come subito dopo l’intro o subito prima dell’outro dura pochissimo e può essere caratterizzato anche da una scarica di batteria, ma solitamente viene interpretato come una pausa, come lo suggerisce il nome stesso.

Il cambio tra i vari periodi è caratterizzato da un certo numero di battute, ad esempio dopo una strofa di 32 battute, ti ritroverai il ritornello e contando ad esempio 16 battute sapendo che dopo hai l’outro, alla fine della sedicesima battuta puoi fare partire il disco uscente.

La spiegazione di questo articolo come puoi notare è molto banale, ho cercato di immaginare che io e te fossimo seduti ad un tavolino di un bar e stiamo discutendo, dove ti sto illustrando quanto detto. Questo con lo scopo di semplificare le cose, ma se tu volessi entrare in conservatorio o fare il producer ma anche semplicemente approfondire,  dovrai cercare di documentarti sulle varie risorse a livello professionale.

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Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

4 commenti

  • lorenz
    21 dicembre 2014 at 15:01

    Dario grazie sei un grande!!! mi chiedevo dove potrei rintracciarti in modo da verificare anche strumentazione e tutto…innanzitutto mi leggero il tuo articolo in modo da iniziare a studiare cm si deve apsetto tue notizie, grazie mille dell’aiuto che dai a me e a tutti gli appassionati!!! e buone feste

    • DarioPower
      21 dicembre 2014 at 16:24

      Figurati. In alto a destra ci sono i miei profili sui social, puoi scegliere quello con cui ti trovi meglio, nel caso tu non sia un tipo social, puoi contattarmi dal menu “contattami” in alto. Spero che dal mio articolo potresti trarre qualche miglioramento, ad ogni modo ti aspetto presto e se non ci sentiamo prima ti lascio un augurio di buone feste.

  • lorenz
    9 dicembre 2014 at 8:11

    Ciao Dario,innanzitutto sono un tuo lettore devo dire che nel il tuo blog ho trovato tutte le spiegazioni di cui avevo bisogno sei davvero bravo nel tuo lavoro ma anche a spiegare in modo semplice,tuttavia io purtroppo la metrica non lo capita bene se gentilmente potresti spiegarmi in modo piu approfondito anche perche ho guardato dj in azione e a me sembra che loro lo facciano in modo casuale! grazie in anticipo per la risposta e buona giornata

    • DarioPower
      9 dicembre 2014 at 14:38

      Ciao lorenz grazie per gli apprezzamenti. Per il fatto che un professionista faccia il suo lavoro in modo casuale su questo non ci piove, come un pasticcere alle prime armi che per fare la crema ci impiega molto più tempo nel dosare gli ingredienti, nel momento in cui la sua esperienza cresce, riuscirà a fare la crema in modo più disinvolto, e lo stesso vale per un dj che deve andare a sezionare la metrica di un brano e lavorarci su.
      Per capire bene la metrica di un brano bisogna passare alla pratica (ma senza allontanare la teoria), quindi se non hai letto questo articolo potresti farlo innanzitutto e ascoltare il sampler che ho caricato che spiega bene quando dovresti fare il passaggio, se ancora dopo tutto hai difficoltà puoi contattarmi in modo tale da vedere come ti muovi e farti capire con qualche altro esempio.
      Fammi sapere cosa ne pensi. Buona lettura.

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