La nuova era del djing, il dee jay digitale

Il dee jay digitale. La nuova figura del dj, il dj 2.0

Come spesso si sta sentendo dire ingiro, e in Italia stranamente siamo sempre gli ultimi a recepire le cose e soprattutto a recepirle o male o a modo nostro, le nuove tecnologie hanno sradicato il dj dalle proprie fondamenta spingendolo su un nuovo habitat tutto digitale, dove si trova circondato da una miriade di funzioni che non funzionano e impostazioni da impostare.
Nelle altre parti del mondo avendo questo concetto già assimilato da parecchio, molti dj ne hanno appreso le fondamenta e hanno subito provveduto a migrare su questo nuovo sistema, dove i vecchi djs non hanno fatto altro che aggiungere un computer alla propria attrezzatura, con altre modifiche, in cui mano mano stanno imparando e usufruendo delle nuove funzioni, mentre i nuovi djs dopo aver fatto una giusta panoramica di quello che vorrebbero fare, ne acquistano già la propria attrezzatura di sana pianta imparandone le basi e le nuove tecniche.
In Italia, questo ancora molti non lo hanno recepito.
Ma andiamo avanti di pari passo e cerchiamo di rispettare quella fascia di djs che non avendo accettato questo cambiamento hanno mantenuto la loro decisione di rimanere sul sistema tradizionale, scelta che non va assolutamente contestata, ma ripeto rispettata.

Il dj 1.0

Il concetto base del djing era quello di mettere due tracce a tempo e lo strumento più pratico per poterlo fare era un disco in vinile appoggiato su un giradischi, hai mai provato a mixare con una musicassetta? io si!
Il vinile trasmette il massimo della funzionalità musicale, puoi gestire l’andamento della traccia con il movimento della mano, quindi adattando un giradischi per audiofili, con le caratteristiche per il djing abbiamo creato lo strumento nativo per il dj.
La tecnica principale per un dj era quello di passare da un brano all’altro senza interruzioni, e questo poteva svolgersi solo a mezzo dei giradischi, inoltre era necessario allineare i brani per battute, tempo e rispettare una certa metrica nei passaggi, se volevi fare tutto ciò dovevi imparare ad usare i giradischi, non c’era Dio che teneva, se non lo sapevi fare eri fuori.
Il dj 1.0 andava ingiro con le borse piene di dischi, ordinava i dischi e calibrava l’attrezzatura, doveva curarsi al massimo di tutto, i dischi se si rigano li devi buttare, non puoi fare una copia.
La figura del dj era quella di divertire il pubblico con la sua musica, mettendo quella giusta, tal volta presentando nuovi brani che sarebbero state delle hit o comunque ballate.
Oggi molti per esigenze proprie hanno messo da parte il vinile e hanno preso in considerazione l’acquisto di un paio di lettori cd per dj ovvero i famosi cdj che con un po’ di permissività possiamo sostituirli al vinile, anche se è una parola grossa, ma il concetto fondamentale della tecnica di base chiamata beatmatching rimane quello.

Il dj 2.0

Questo nuovo concetto introdotto già dall’anno 2000 quando sono iniziati ad uscire in circolazione i primi software per dj, col tempo sono stati migliorati e correlati da componenti hardware, il mezzo che ti fa avere lo stretto rapporto con la musica non viene chiamato più vinile, ma controller, non si parla più di brani o canzoni, ma di tracce audio.
Il controller è ciò che riesce appunto a controllare l’andamento del suono e che non si limita solamente a spostarne l’andamento, ma anche a cambiarne l’entità tramite effetti oppure a spostare la traccia in un punto ben preciso. Al giorno d’oggi tutto può essere un controller, persino il giradischi può essere trasformato in un controller, inoltre molte case costruttrici di software per dj, mettono a disposizione i propri controller intesi come consolle compatte, due unità deck e un mixer, oppure componenti hardware come unità di controllo del software a tasti (pulsanti, knob, cursori, schermo touch).
Un controller funziona correlato da un software in cui vengono caricate le tracce e gestite dallo stesso controller, l’interfaccia che unisce il controller al computer è un semplice cavo in cui vengono trasmessi i comandi al computer tramite comportamento utente sul controller, la configurazione dei comandi del controller al software viene chiamata mappatura, ovvero un insieme di comandi che spiegano al software che funzione ha ciascun elemento del software (ad esempio premendo il tasto play del controller, il software lo intenderà come play del programma, e non è detto che puoi fargli intendere un altro comando, come ad esempio cue cambiandone l’impostazione sulla mappatura).
Il dj che suona con questa strumentazione, non è più una figura in cui deve presentare la sua musica, ma una figura da show, da spettacolo, altrimenti tutti quei cazzo di tasti a cosa li avrebbero messi a fare???
Manipolare il suono in modo veloce, unire più tracce tra di loro, fare cambi spettacolari, inserire set o parti vocali. La caratteristica principale del dj 2.0 è la creatività senza limiti.
L’aspetto positivo di questa svolta è il fatto che viene rivalutata la cultura originaria del dj, in quanto molti hanno spolverato i vecchi giradischi, o chi li usava già si è trovato la vita facilitata sia in termini economici, una traccia costa meno di un disco, che in termini pratici, una borsa piena di dischi pesa molto di più di un computer che conterrà molte più tracce, inoltre il giradischi è lo strumento per antonomasia del turntablism come lo indica la parola e quindi molte vecchie tecniche sono state non tanto riprese, ma diffuse ampiamente, parlo di scratch e beatjuggling.
Un altra caratteristica come ho accennato è il fatto che non esistono più limiti nel creare e nel produrre nuove combinazioni, nel mettersi alla prova e nel mostrarsi a tutti quanti per la propria bravura nel saper utilizzare i propri strumenti, insomma, è la stessa differenza di un chitarrista ritmico e di un chitarrista solista.
Il lavoro del dj 2.0 si estende a 360 gradi in quanto spesso viene fatta una preparazione in studio, e a volte vengono usati anche nuovi strumenti anche fisici per completare i set, per finire con una presentazione live.

Le configurazioni principali del dj 2.0 consistono in:

  • Scheda audio per attaccare qualsiasi componente e configurarlo ad un computer quindi anche i giradischi (quindi 2 o più decks con mixer e scheda audio);
  • Controller compatto inteso come due unità deck e un mixer con la possibilità di controllare anche 4 decks (che ha tutto integrato);
  • Hardware inteso come controller che da la possibilità di controllare le funzioni del software stesso (che danno la possibilità di unirli e personalizzare la configurazione).

La nota dolente di questa evoluzione sta nel fatto che le impostazioni di base del software consentono a tutti di mettere musica nel modo più semplice ed automatico possibile, questo significa che qualsiasi persona che sappia accendere un computer e capire un po’ di software, può mettere musica, con la conseguenza che molte persone saltano subito al livello 2 e non vogliono imparare le basi del djing le quali non si imparano in un giorno e con facilità, e questo è sbagliato perché un vero dj 2.0 deve avere delle basi solide, non tanto per mettere due dischi a tempo, ma anche per avere una certa padronanza musicale. Fra qualche anno grazie a questo cambiamento, la distinzione emergerà ancora di più, o sai suonare e sai dove mettere le mani, o fai il figo per qualche mese finchè capisci che non è cosa per te e ci lasci stare, anche perché ti renderai conto della differenza di chi sa fare e di chi no.

Il dj 0.0

Se ogni 10 persone 8 sono deejays, 3 sono dj 2.0 , 1 e un dj 1.0 e gli altri sono dj 0.0.
Il dj 0.0 è quello che ha imparato a mettere a tempo due canzoni e lo fa anche in modo perfetto e accurato ma per lui il mondo si è fermato li, perché si è creato una figura e con essa uno status.
Vai ingiro a suonare con la tua giacchetta, la sciarpetta e la monocuffia, la magliettina trendy, e dietro la consolle balla in modo sensuale, ogni tanto gira una manopola del mixer come per regolare un qualcosa che senza quello spostamento non funzionerebbe ugualmente.
Tutto rispetto per questa figura, ma spesso il dj 0.0 non accetta questo cambiamento tecnologico con tanto disprezzo, utilizzando termini di cui nemmeno ne sa il significato
– Non ci vuole niente se si usa il SYNC
– devi imparare a suonare con i vinili
– il vero dj è morto
Spesso nelle comunicazioni si è presuntuosi e aggressivi imponendo le proprie idee e facendo vedere i grandi lavori svolti e la grande esperienza, di cui nessuno mette in dubbio.
Magari poi in tasca hai un telefono di ultima generazione e non vorresti tornare ad uno “startac”.
Spesso questa tipologia non vuole accettare il cambiamento perché non è capace di adattarsi, o perché non ha la capacità di imparare, o perché semplicemente non è portato, e non per il fatto che che il djing per lui sia una cultura.
Credo che alla base ci sia una questione di rispetto e non di disprezzo, i gradi djs usano sempre questa parola “REZPECT” ed è giusto che sia così, hai creato il tuo mondo e dovresti rispettare il cambiamento anche se non lo accetti dimostrando di essere così una persona valida e capace in quello che fai tu, a prescindere dal fatto che il djing non è mettersi la sciarpetta e ballare dietro una consolle, quelli si chiamano tronisti.

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DarioPower

About DarioPower

Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

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