Lo strappo e il tappo


Strappo

La tecnica dello strappo consiste nel passare velocemente da una traccia all’altra senza sovrapporre entrembe le tracce, ma fare un passaggio netto, “a crudo” tra di loro.

Procediamo:

  1. Individua il punto del brano in cui devi fare l’aggancio, che per le leggi della metrica deve essere per forza un punto a fine periodo o a fine battuta;
  2. Prepara in preascolto il punto in cui il brano entrante deve essere agganciato e lo imposti come cue o lo memorizzi ad ore 12 nel caso dei giradischi;
  3. A fine periodo del brano in ascolto abbassa velocemente il volume del brano in ascolto e fai partire sulla stessa battuta il brano in preascolto.

Questa tecnica andrebbe praticata con il crossfader, dove ne consiglio vivamente l’uso, non ha importanza di come esso sia regolato, l’importante è che slitti velcomente da un canale all’altro durante il passaggio.

Varianti:

  • Puoi evitare di abbassare il volume del brano in ascolto e premere direttamente il tasto pause/play o cue, l’importante che tu sia sicuro che non venga scaturito l’effetto tipico dei cdj ovvero lo stutter.
  • Puoi premere entrambi i tasti play/pause dei cdj sulla stessa battuta, in modo che uno si ferma e l’altro parte sulla stessa battuta ad una velocità diversa.

Stop e Start

Questa tecnica viene eseguita solitamente con i giradischi e l’ho catalogata come variante per i cdj che hanno la funzione di simunlazione del vinile, infatti impostando la modalità vinyl del cdj e regolandola ad una frenata (brake) del 50% circa che corrisponde più o meno al tempo di frenata di un giradischi standard, puoi farlo ugualmente, quindi mentre arrivi alla battuta del brano master premi il tasto play/pause, sentirai proprio l’effetto brake e da li premerai il tasto play dell’altro cdj (impostando lo start a 0%).
Con il giradischi la cosa è più spettacolare quanto poco più complicata ma questa è la tecnica nativa del giradischi.

Arriva alla battuta della traccia in cui vuoi fare l’aggancio e premi il tasto start/stop del giradischi, mentre l’altro disco dovrai tenerlo “in tiro” con il volano che gira, e il disco che fermerai con la mano, il volume dovrà essere già alzato (visto che hai solo due mani) senza muovere il disco per evitare di sentire del rumore causato dal disco in preascolto.
Per fare avviare l’altro disco devi dare una leggerissima spinta in più per portarlo ai giri di partenza.

Consigli per l’uso

Continuiamo a parlare di giradischi, e vorrei precisare che per fare questa tecnica devi avere un giradischi professionale con un’adeguata forza di trazione, altrimenti non sentirai una bella partenza, inoltre dipende dalla mano che hai sciolto.
Spesso è possibile far partire la traccia in preascolto dall’inizio, quindi c’è di buono che puoi fare indietreggiare il disco in una parte vuota della traccia e farlo partire leggermente prima, dando una discreta ma giusta spinta per poi arrivare all’inizio del brano con la velocità originale, o meglio puoi tenere il volano in trazione mandando avanti e indietro il disco finche non devi eseguire la tecnica.

Parliamo adesso in generale, per eseguire questa tecnica è necessario che entrambe le canzoni siano sulla stessa ritmica, ovvero non puoi fermare il disco in ascolto quando hai un ritornello con su uno scatafascio di strumenti per poi fare ripartire il disco in ascolto con una voce o un singolo strumento, ciò non toglie che ci siano delle eccezioni, ma una cosa è certa che almeno la volumetria generale di entrambe le canzoni deve essere la stessa, altrimenti si sentirà in modo netto il passaggio e per quanto tu lo possa fare a tempo sembrerebbe un passaggio sbagliato.

Quando stoppi la canzone in ascolto, puoi decidere se far partire la canzone in preascolto sulla stessa battuta o far sentire un po’ di effetto brake e fare partire la canzone sulla battuta successiva, non è questione di funambolismo o di scelta, sono due varianti diverse e in fase di elaborazione devi vedere quale di queste varianti ci sta meglio.

Questa tecnica non necessita di beatmatching e viene applicata maggiormente quando la differenza di battuta tra i due brani è eccessiva. Come ben saprai, una grande variazione del pitch in una traccia può provocare degli effetti poco piacevoli in uscita e quindi si preferisce mantenere la battuta originale. Lo stesso discorso vale per i generi musicali diversi tra di loro con una ritmica diversa. Puoi anche applicare questa tecnica per avere un passaggio veloce tra due brani anche dello stesso genere o battuta, ma ripeto che la cosa più importante per l’esecuzione e che l’impatto del volume deve essere lo stesso a livello di percezione uditiva.

Tappo

Questa tecnica potrebbe essere analoga alla prima, ma con la differenza che viene usato il beatmatching di base. Infatti consiste nel far partire il brano in preascolto con il volume abbassato sulla battuta del brano in ascolto, e quando finisce il periodo, bisogna invertire velocemente i volumi. Non è una novità anche perché è una buona variante del fading, ma diamo a Cesare quel ch’è di Cesare e mettiamola perché è stata inventata da un grande pilastro della guida italiana al djing.

Quindi la procedura è questa:

  1. Individua il punto del brano in cui devi fare l’aggancio, che per le leggi della metrica deve essere per forza un punto a fine periodo o a fine battuta;
  2. Individua il punto del brano in preascolto in cui devi fare l’aggancio
  3. Nella traccia del preascolto torna indietro di quante battute devi fare partire la traccia su quella master, in genere dovresti partire dall’inizio o qualche battuta dopo, ma se ad esempio parte dall’inizio della traccia calcola quante battute ci sono dall’inizio della traccia al punto in cui devi fare l’aggancio della stessa traccia ovviamente.
  4. Dalla traccia master, torna indietro di quante battute hai calcolato sulla traccia in preascolto e memorizza (o segna) quel punto, perchè da quel punto dovrai fare partire la tua traccia in preascolto.
  5. Sincronizza la traccia portandola alla stessa battuta della traccia master;
  6. Quando la traccia master arriva al punto che ti sei memorizzato nel passaggio 4 fai partire la traccia in preascolto dal punto che hai scelto nel passaggio 3 a volume adeguato (quanto reputi sia indispensabile per completare la ritmica generale)
  7. Gestisci entrambi i volumi cercando comunque di tenere il più alto possibile il volume della traccia in prascolto
  8. A fine periodo del brano in ascolto i punti che hai scelto in precedenza dovrebbero combaciare, quindi abbassa velocemente il volume del brano in ascolto e alza la rimanente parte del volume della traccia in preascolto (o se è già alto non toccarlo).

Questa tecnica veniva usata spesso nei brani degli anni 90 in quanto avevano tutti la stessa corposità, e avendo una battuta più spinta si addiceva molto questo tipo di passaggio, insomma senti fare tu tum tu tum tu tum e lo cambi con un altro tu tum tu tum tu tum anche se diverso, il passaggio ci sta abbastanza bene a patto che i volumi siano allo stesso livello.

E’ ovvio che questa tecnica va preparata a priori in studio anche se non è detto che si possa improvvisare a patto che si conoscano molto bene entrambi i brani.

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Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

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