Mettere la musica giusta al momento giusto


La selezione musicale

Facendo una valutazione a grande scala possiamo dire che un grande dj da grande club viaggia con la filosofia che “la gente va per la musica che mette quel dj e quindi per il genere“, se vogliamo aumentare il tiro possiamo dire che “la gente va a vedere il dj perché è uno famoso”, quindi il concetto è quello che la gente va per la musica o per il dj.
Dopo aver assimilato questo concetto mettilo da parte, perché se sei ai livelli di una festa privata o un discopub, stai sicuro che il concetto è il seguente: “Il dj deve mettere la musica in base alla gente che balla, e quindi interagire con la pista“.
Attualmente abbiamo una moda musicale abbastanza complessa dove le classifiche possiamo dividerle in tre parti, abbiamo la dutch house che martella in testa con i suoni da giungla tipo quelli di Martin Garrix, poi abbiamo un po’ di dance più calmina come Klingande e Dj Antoine che va seguito sempre, infine c’è la progressiva di Avicii.
Per quanto nei tempi addietro iniziavi a mettere le top ten delle chart e ti riusciva un bel festone, adesso la situazione è più complicata, ma guardando il lato positivo della cosa se dividi gli ambienti e il momento, puoi usare il genere giusto con le canzoni giuste (in classifica o che vanno).

Ambiente

In un ambiente più grande dove la filosofia sfiora quella detta all’inizio: “la gente viene per il dj”, ma anche per il locale e l’ambiente, puoi standardizzare il tuo genere, la gente è euforica, esce con lo scopo di divertirsi, ha bisogno di musica che pompa, questo è poco ma sicuro, anche se spesso si commette l’errore di metterla per tutta la serata.
In un ambiente più piccolo devi interagire con la pista e seguire un certo criterio, evita di mettere subito la musica che pompa, evita di mettere subito le nuove entrate, la gente all’inizio entra in pista ma molti sono sobri, hanno bisogno di ascoltare musica conosciuta, il cervello deve stare libero.
Nelle feste private o nei party spesso sono le ragazze che iniziano a ballare quindi devi mettere musica più ritmata tipo latin house, electro latino o urban, ma sempre sul commerciale o comunque conosciuta (Te quiero mi amor, Limbo, La olà), se metti un genere anche commerciale e più pungente come Tjr si vai con l’idea che: “visto che ballano le ragazze facciamo ballare anche i ragazzi“, sbagli perché in questo modo perderai quelle poche ragazze che ballano e i ragazzi rimarranno al proprio posto, o quelli che entreranno si ritireranno assieme alle ragazze.

Il Momento

La musica non è come il caffè Lavazza, ma ogni momento è un momento mai abbastanza giusto, ora la pista è piena fra pochi secondi ti si svuota. In genere lo standard di una selezione musicale fatta in un certo locale, si basa su una musica più lounge all’inizio, poi la pop-dance, la musica del momento, quella che spacca e infine la tech o minimal, questo è uno schema indicativo, senza tenere conto di chi balla e come riferimento ci sono anche la ritmica del genere e la battuta.
Spesso ti viene da dire o ti senti dire “ma questi alle mie feste sta musica non la ballano poi vanno in disco e la ballano XD” la risposta è semplice: non era l’ambiente e/o il momento.
Infatti in un party devi concentrarti maggiormente su musica commerciale e allegra, facendo un cambio progressivo dei generi senza metterli alla rinfusa, prima di mettere la musica ballabile devi iniziare a studiare la pista e trovare un modo per riempirla, studiando anche altri parametri, e finche non si riempie devi studiare il genere giusto con le canzoni giuste, se vedi che quel genere va, non significa che lo puoi mantenere per tutta la serata, ma significa che devi già studiare un modo per cambiare genere. Quando la pista inizia a svuotarsi perché si sono rotti di sentire lo stesso ritmo, non devi avere paura di fare cambi improvvisi, tipo da Animals a YMCA, l’importante è capire in quel momento cosa da la carica e la scintilla alle persone che vogliono ballare. Spesso per percepire questo concetto e migliorare questa percezione, devi anche partecipare alle feste che fanno i tuoi colleghi e vedere come si comporta la gente dall’esterno in base al genere che mette e ai cambi.
A volte mi dico sempre: “ma questo come ha fatto a mettere questa canzone? Io non l’avrei messa eppure la gente balla, eppure sta riempiendo”.
Per finire, quando inizi a suonare e metti la musichetta commerciale riempipista, spesso vengono gruppi di persone che vogliono un determinato genere, loro la chiamano house ma in realtà si tratta della deep house o tech-house, questo è un buon segnale per capire che in quel momento la pista ha bisogno di questo genere per riempirsi e che ci sono possibilità che l’intero party si baserà su quel genere.

Una delle più grandi differenze tra un party e una serata da club e che impari ad avere un filo diretto con il pubblico, devi sentire il suo stato d’animo e sentire la carica che ti trasmette la pista capendo come recepisce la musica, come si sente se lanci un brano e che reazione potrebbe avere, come si sente la musica dall’altra parte e fin dove arriva, e penso questa sia la cosa più bella. Detto questo, spero ti sia fatto un quadro chiaro di come verranno svolte tutte le feste private o i party, leggendo anche gli altri articoli ovviamente.
Tieni presente che la pista è un elemento sensibile, dove a volte basta una persona in una pista di 30 persone a svuotarla, e non bastano 1000 persone in una pista di 3000 persone a svuotarla, inoltre non ho messo i titoli o gli autori nell’articolo, o comunque non ho completato i brani perché dovresti sapere di cosa parlo.

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Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

2 commenti

  • Dario Power
    23 giugno 2014 at 13:28

    Ciao, grazie per il tuo commento e per la tua giusta osservazione, infatti è proprio così, una volta il dj partiva con le sue borse e i suoi dischi mix e non doveva preoccuparsi delle richieste “jukebox style”, oggi abbiamo il jukebox dj.
    Per quanto riguarda la tua idea, credo sia ottima e te ne sono grato, ci sono stati dei getili colleghi che hanno messo a disposizione 50 anni di classifiche sul web e potrebbe essere utile, ma credo che uno scambio culturale tra dj che si occupano di diversi settori sarebbe il massimo, credo che a breve costuirò una piattaforma che lo consentirà.
    Se sei interessato ad entrare in contatto con me anche per farci una chiacchierata ed approfittare per ringraziarti, i miei contatti sono sul sito o comunque sulla colonna a destra, ti aspetto e ti lascio un buon inizio estate.

  • Anonymous
    22 giugno 2014 at 22:50

    interessante…sarebbe carino però scambiarsi i titoli…soprattutto per quei dj che non frequentano piu le scuole…e magari sono in difficoltà a trovare la hit o la musica latina che piace alle ragazze…navigando in internet è pieno….ma puntualmente ti chiedono quella che non hai…delle volte è il dj che rincorre la pista…un tempo era il contrario…

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