Come scegliere un mixer per dj


Mixer per dj quale scegliere?

La scelta del mixer per dj al giorno d’oggi non è tanto difficile visto che la scelta cade sempre sulla solita marca, parlo di Pioneer che sforna mixer da mille e passa euro che dopo un paio di anni fa una versione più evoluta, quindi tutti a compare i mixer per dj della Pioneer!

La realtà è ben diversa dalle aspettative, è vero che la qualità si paga, come è anche vero che “il mastro fa il ferro” ma come per tutte le cose, credo che bisogna scegliere ciò che ci renda utile in base alle nostre possibilità, indipendentemente dagli standard comuni o dalle leggi dettate da una questione di immagine.

I mixer per dj per tipo

In precedenza è stato creato un articolo che tratta le basi dei mixer per dj, e quindi è stato detto che ci sono mixer da clubbing e da scratching, quindi la prima differenza va fatta su questo parametro.

Club Mixers

mixer per dj da clubScegli un mixer da club se hai in programma di arricchire i tuoi set con più di due deck aggiungendo dell’hadware aggiuntivo o effetti ai tuoi mixati.
I mixer da club sono costosissimi, soprattutto se cerchi un full-optional, ovvero con banchi effetti con sistema send/return, vari ingressi di sorgenti esterne come porte usb, o collegamenti linkati a ponte, questi sono parametri che fanno lievitare vertiginosamente il prezzo del mixer, ma tieni presente che se tutte queste qualità non dovessero servirti, potresti trovare un mixer da club a meno di un quardo di prezzo rispetto al mixer da club più costoso, voglio dire, un mixer per dj con 4 canali ed equalizzatore che abbia una buona manifattura puoi trovarlo anche sulle 200 euro, a cospetto delle 2000 euro di un mixer super accessoriato, quindi chiediti se tutte queste funzioni ti servono realmente.

Cosa bisogna evitare in un mixer da club.

La prima cosa da notare su un mixer da club è la manifattura interna, quindi fai una ricerca per vedere se è stato costruito con i piedi o è stato fatto bene, consulta le varie recensioni e chiedi a chi lo ha provato, consulta i form, e studia i pareri professionali…

  • Un fattore molto fondamentale è il taglio di frequenza dell’EQ, nel clubbing si usano molto gli equalizzatori, e se un mixer non taglia bene le frequenze, i passaggi si sentono impiastrati, quindi controlla questo fattore per prima cosa.
  • Fattore da non trascurare sono le uscite audio, quindi, presenza di uscite bilanciate del tipo XLR, presenza di uscita per la cassa spia, controlla se hai più possibilità di collegare l’uscita audio o se ci sono solo uscite del tipo RCA, in tal caso non avrai un segnale ottimale e dovrai camminare con una borsa di riduttori.
  • Presenza di VU-Meter per ciascun canale, oggi ce li hanno quasi tutti, ma a volte è meglio controllare, per ogni canale hai la banda a led che riporta l’intensità del segnale dove puoi arrivare massimo fino al verde, quando vedrai il rosso, significa che il segnale audio esce distorto, il VU-Meter serve a controllare l’intensita della traccia soprattutto in preascolto per adeguare il volume alla traccia master ed evitare di “andare in rosso” questa è essenziale in un mixer da club.
  • Il Master deve essere sotto forma di knob. Molti mixer permettono di regolare il volume master tramite un comune linefader (come quello dei canali) e questa è una trappola nascosta nel mixer in quanto basta sfiorare il fader, o addirittura scambiarlo per un comune fader o nel caso di un curioso che vuole alzare un volume “giusto così”, e potresti alterare la pista con sbalzi eccessivi di volume o peggio mandare il massimo del volume all’impianto e danneggiarlo.
  • Canali modulari o sostituibili. Un mixer dai canali modulari ha un utile funzione ma che tuttavia costa in più rispetto agli altri, in quanto conferisce la possibilità in caso in cui un canale non funzioni, di ripararlo al volo o comunque suonare senza problemi disabilitando il canale che non funziona, infatti ogni canale si smonta dalla scheda madre come una scheda a parte. I fader sostituibili al contrario, sono presenti in quasi tutti i mixer per dj, per sostituirli, non è necessario smontare tutto il mixer ma solo una parte e relativo connettore, in quelli più scadenti i fader sono saldati a stagno nella scheda madre. Per assicurarti che il tuo mixer abbia i linefader sostituibili, basta fare una ricerca sul fader come ricambio del tuo mixer.
  • Crossfader sostituibile, questa funzione l’ho messa per ultimo perchè è la meno importante, ma se fai scratch andrebbe al primo posto. I mixer da club escono con dei crossfader standard, per fare dello scratch tuttavia andrebbero installati dei crossfader professionali, ma bisogna avere l’accortezza che il mixer debba essere compatibile e predisposto all’installazione del crossfader. Per assicurarti di questo basta andare sul sito del crossfader che vuoi installare e cercare tra l’elenco dei mixer supportati.

Voglio elencarti qualche mixer di varie fasce, ma riporterò solo le marche e non i modelli in modo tale che tu possa orientarti a seconda delle caratteristiche appena spiegate, e infine dal prezzo.
Mixer di fascia entry level:
Behringer, Gemini, Numark, American Audio
Mixer di fascia media:
Mixars, Reloop, Ecler
Mixer di fascia professionale:
Allen&Heath, Pioneer, Rane, Denon

Battle Mixers

Mixer VestaxI Battle mixer sono mixer per dj costruiti appositamente per lo scratch e il turntablism, sono robusti spartani e hanno i fader che scorrono velocemente e interamente regolabili.
In questo caso ci ritroviamo davanti a due ipotesi, ti sei rotto il c.. di mettere a tempo due dischi e vorresti passare a fare dello scratch; ti sei appassionato al turntablism e vuoi imparare come si fa.

Nel primo caso si suppone che tu abbia già la tua attrezzatura, che non sia sicuramente adatta a questo tipo di utilizzo, quindi hai due scelte da fare:

  • Hai un mixer di marca e non vorresti venderlo, quindi controlla se puoi cambiare il crossfader e soprattutto se puoi sostituirlo con un crossfader professionale. Fai bene attenzione però che vicino al crossfader non devono esserci impedimenti del tipo pulsanti e knob che ti impedirebbero di poggiare il polso o comunque portare bene il movimento del crossfader.
  • Hai un mixer di battaglia, che non è uguale a battle mixer quindi vuoi “togliertelo” per prenderne uno serio. In questo caso, ti consiglio di studiarti bene la mossa, perchè lo scratch costa, quindi vendilo solo se è un cimelio e se non puoi adattarvi un crossfader, male che vada, puoi comprare anche un crossfader portatile fatto bene 😉 (per iniziare).
    Se lo vendi e ne vuoi acquistare un nuovo, leggi il prossimo passo.

Nel secondo caso devi acquistare il tuo primo mixer da scratch. La scelta del mixer è molto complicata, perchè se hai un bel budget, la scelta è molto limitata, stessa cosa se hai pochi soldi, ma se hai un budget intermedio brancoli nel buio, voglio dire, con pochi soldi puoi prendere un battle mixer dalle funzioni essenziali dal costo inferiore a 200 euro, al quale puoi cambiare il crossfader inserendoci un crossfader professionale dallo stesso costo, ovviamente è una soluzione per iniziare e temporanea e non ben vista da tutti.
Il battle mixer professionale ha un bel costo ma ha tutte le caratteristiche per lo scratch in cui ti consente la massima personalizzazione della morbidezza e delle curve di taglio del crossfader e linefader, oltre al fatto che monta un crossfader professionale già di serie, inoltre le uscite audio sono qualitativamente superiori, spesso ci si orienta su Rane o Vestax, spesa che si compie una volta sola e la si porta avanti per tanto tempo.
La fascia intermedia invece sottrae caratteristiche aggiuntive, come una qualità audio inferiore, assenza di effetti, regolazione della curva di taglio solo crossfader, monta crossfader di serie da sostituire, e quindi in base a ciò che manca costa di meno. In questo caso è inutile controllare la presenza di una caratteristica o la qualità, il battle mixer, quanto lo paghi vale!

Battle mixer di fascia entry level:
Numark Serie M , Dj Tech Serie Dif , Stanton (vecchi modelli)
Battle mixer di fascia intermedia:
Allen&Heath X:One 22 / 23 , Ecler Serie Hack , Reloop IQ2 , Dj Tech Serie Dif , Mixars Cut , Synq Pro
Battle mixer di fascia Professionale:
Vestax , Rane TTM , Pioneer Djm 909

Mixer per dj analogico o digitale?

Questo passaggio è stato messo per ultimo tuttavia sarebbe quello fondamentale e primario, ma prima è importante che tu ti sia fatto un’idea chiara sui mixer per dj a livello di infarinatura.
La prima scelta da fare e quella relativa alla modalità in cui tu voglia suonare, quindi devi partire da una base e optare per una delle seguenti scelte:

  1. Voglio suonare musica da club con due o quattro unità (cdj e/o giradischi)
  2. Voglio integrare (anche in un secondo momento) i miei set con altro hardware esterno
  3. Voglio fare dello scratch con i vinili / voglio suonare la mia musica con i vinili
  4. Voglio suonare club / scratch con i vinili, ma voglio suonare in timecode dove le tracce risiedono sul notebook

Come vedi quattro scelte, tre configurazioni differenti, quindi nella prima e terza scelta, ti occorre un mixer analogico, nella seconda ti occorre un mixer analogico dove andrai ad accoppiare una scheda audio esterna in un secondo momento, oppure un mixer digitale, mentre nell’ultima scelta ti occorre un mixer digitale.

Mixer Digitale

Rane ttm57 MkII

Il mixer digitale è un comune mixer con una scheda audio integrata e quindi un (una o due) uscita generalmente USB che si collega al notebook e che ti permette di gestire le tue tracce tramite software controllato dalle tue fonti audio (timecode).

La scelta del mixer digitale si basa principalmente sul software per cui è certificato e quindi mappato, tenendo presente che un mixer digitale (come un comune controller) può essere mappato per altri software, a patto che la scheda audio interna vi sia supportata, quindi inizialmente devi essere orientato sul software da usare. Ovvio che attualmente Traktor e Serato costituiscono entrambe le scelte.

Il mixer digitale ha un costo elevato per tutti i modelli, la prima accortezza da avere è quella di non confondere i comuni mixer con uscita USB (per registrare su software di registrazione) con quelli digitali con scheda audio integrata e uscita USB per lo scambio del flusso dei dati della relativa scheda.
I mixer più performanti hanno una qualità di uscita audio elevata, funzioni più facili ed intuitive che si interfacciano facilmente con il software, hardware più robusto e longevo come i pad, le stesse caratteristiche di un battle mixer professionale e anche funzioni supplementari che possono tornare utili (come la presenza di 8 pad al posto di 4), o la regolazione della morbidezza dei fader.

Mixer per dj digitali Traktor :
Native Instruments Traktor Kontrol Z2
Mixer per dj digitali Serato :
Rane TTM SL / Serie Sixty, Mixars DUO , Pioneer Djm s9

Mixer USB / MIDI USB

Fai bene attenzione, nella scelta del tuo mixer digitale perchè questo potrebbe essere il primo passo falso per un incauto acquisto.
Molti mixer vengono proposti come Mixer USB, ma tieni presente che non hanno funzioni timecode, ma solo una porta USB posteriore che ti permette di registrare facilmente i tuoi mixati tramite collegamento USB al tuo computer (se l’ingresso è femmina), oppure in una chiavetta USB inserita nell’ingresso maschio, o in alcuni casi riprodurre anche i files nella chiavetta USB. In questo caso leggi bene le descrizioni e controlla l’ingresso USB del mixer.

Ultimamente grazie allo sviluppo dei software di audio mixaggio, si stanno producendo mixers sempre più adattati ai software con funzioni integrati come pad o encoder o altri tasti generici e specifici, il tutto interamente MIDI mappabile, il che significa che collegando il mixer al computer tramite porta USB femmina, potrai usare i tasti del mixer in base al software che tu usi, spesso con un’assegnazione precedente, o trovando comunque le mappature fornite dalla fabbrica, quindi potrai si controllare le funzioni del tuo software, ma non usarlo in timecode.

Mixer USB
Behringer VMX – Numark M6 USB

Mixer MIDI mappabile
Dj Teck Mixer One / Dif – Gemini PMX 10 / 20

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Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

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