Smontare, montare, accamparsi


Accampamento nomade

Il sogno della maggior parte dei djs è quello di avere una consolle per lo studio e quella di averne una per il live, il motivo principale consiste nel fatto di dover smontare e montare in continuazione, staccare e riattaccare ogni volta, ti auguro di arrivare un giorno a tanto, anche perché coi tempi che corrono bisogna spendere tutti i giorni soldi per rinnovare la consolle peggio dei telefonini.

Detto questo dopo aver portato tutte le robe che avrai smontato a priori nel tuo studio e sistemato bene nelle borse senza scordare niente, ti ritrovi nel locale dove la parte più difficile viene all’inizio, perché come ho sempre scritto in questo blog, l’organizzazione è la parte più importante del lavoro, spesso mi è capitato di montare l’attrezzatura con l’aiuto di amici con cui dividevamo i compiti, riuscendo a montare in pochissimo tempo, ma tutta la serata con i cavi tra i piedi e soprattutto la consolle che sembra una cartina geografica. Per carità, bravi ragazzi e sopratutto professionisti, che mi hanno insegnato a “darmi una mossa”, ma d’altro canto non è nemmeno giusto fare le cose di fretta soprattutto quando sei alle prime feste, quindi un rimedio molto utile è quello di andare molto prima.

Il primo rebus da risolvere è quello della postazione, quindi trova per prima cosa una presa a muro e lo spazio adatto per montare lo stand con la consolle, se il locale ha una dimensione uniforme puoi stare tranquillo, ma se inizi a trovare postazioni strette o allestire la consolle sopra banconi e soprattutto luoghi in cui non puoi gestirti la posizione delle casse devi stare più cauto.
Non buttarti sulle borse a smantellare tutto per montare quello che capita, ma fai le cose per grado:

  • Monta prima la consolle con i relativi stands, senza collegarli, se hai un notebook, monta pure quello;
  • Monta le casse con i relativi stativi, non collegare ne corrente ne cavi audio;
  • Inizia a fare i collegamenti audio tra i vari componenti;
  • Monta la corrente. Crea prima i collegamenti relativi alla consolle e poi ti fai una linea riservata per le luci, o lascia gli spazi per collegare le luci ad un impianto apparte guarda questo articolo per maggiori informazioni;
  • Adesso puoi montare tranquillamente le luci.

Questa sequenza per quanto possa risultare stupida ha un senso, perché prima ti metti in condizione di poter accendere la musica, calcolando anche degli eventuali intoppi, e poi una volta sistemata la musica, puoi mettere anche un “ciddì”, intanto, hai tutto il tempo per posizionarti le luci.

Come posizionare le casse

Le casse vanno messe su una sedia, su un tavolo su un gancio o uno stativo, per terra ma comunque non devono toccare il suolo se possibile, le casse vanno posizionate generalmente ai lati della consolle, ma devi fare bene attenzione, nel caso tu suoni in modo tradizionale, e le cuffie non sono delle migliori, nel posizionare bene le casse. Tra le due casse da montare dovrai sceglierti una cassa solitamente quella alla tua sinistra che funge da spia, ma se la metti troppo avanti, rischieresti di avere uno scarso preascolto e sentiresti solo i bassi che si confondono in piccoli boati, mentre se la metti troppo dietro non capirai nulla con il preascolto perché sentirai il master che ti spara nelle orecchie, quindi cerca di fare una prova iniziale (sound check) dove alzi il volume delle casse e vedi cosa si sente in cuffia, mano mano puoi allontanare la cassa dalla consolle leggermente.
Generalmente è meglio avere il master che spara nelle orecchie e non le casse distanti dove non senti nulla. Questo problema si presenta ad ogni modo solo nelle prime feste dove dovrai prendere familiarità con l’ambiente live e le disposizioni variabili delle casse, successivamente oltre a sapere già dove e come posizionare le casse, avrai l’orecchio che si sta abituando al preascolto live, situazione che non è mai delle migliori, ovviamente voglio ribadire il fatto che tu debba essere sempre allenato e non un suonatore occasionale.
Quello che ho detto fin ora vale per chi non usa una terza cassa da usare come spia, che a mio parere ritengo sia una spesa in più ma una buona comodità, e inoltre vale per chi non usa un microfono, discorso da prendere un pò più alla leggere per chi usa dei software per mixare dove il preascolto è indispensabile non c’è nessun dubbio, ma se hai problemi con il preascolto il software ti darà una buona mano.

Casse e microfono, innesco e feedback

Se colleghi un microfono all’impianto provando a muoverti e per la precisione ad avvicinarti alle casse, sentirai un fischio detto innesco o feedback o effetto Larsen, questo è causato da un circolo che crei innescando una comunicazione tra microfono e altoparlante spiegato proprio in modo semplice.
Per evitare ciò dovresti prima di tutto effettuare un posizionamento delle casse in modo ottimale trovando un compromesso tra monitoraggio e lontananza dal microfono, quindi potrai usare una delle due casse come spia mettendola nella posizione che ti fa più comodo per il monitoraggio e tenendola lontana dal microfono o da chi lo usa, mentre l’altra cassa potrai metterla in una posizione in cui non da fastidio al microfono e nemmeno a te che userai l’altra cassa per sentire il suono.
Un parametro fondamentale da usare per diminuire il feedback consiste nell’agire sul gain del microfono e quindi abbassando il volume e alzando la voce di chi ci urla di sopra, sarebbe un buon compromesso.
Ultimo parametro da tenere in considerazione per diminuire l’innesco è quello di capire il tipo di rumore prodotto dal feedback agendo sulle frequenze se ne hai la possibilità. Qualora sentirai un rumore acuto devi abbassare le frequenze alte mentre se il rumore non è strillante ma baritono dovrai agire sulle basse frequenze. Ovviamente questi cambiamenti influiscono sul tono della voce e richiede uno stato di adattabilità, ma meglio che rompere i timpani e dimostrare poco professionalità.
Discorso abbastanza diverso se all’impianto si collega un vocalist o comunque un professionista del settore che ha già i propri strumenti con se, e se è vero che “Il ferro fa il Mastro” tanta è la sua professionalità, tanto avrà un microfono che fa la differenza, e se stai pensando di acquistare un microfono con 10/20 euro, è meglio approfondire.
Per completare il tassello, il microfono ideale per ridurre il feedback deve essere innanzitutto dinamico, quelli più usati vengono detti “a gelato” per la loro forma, inoltre deve essere bidirezionale in quanto cattura il suono dalla parte superiore e non dai lati, in questo modo l’innesco non avverrà con il microfono parallelo alla cassa ma dovrai puntarlo verso la cassa come una torcia.

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Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

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