Tecniche di mixaggio negli anni 70/80 con giradischi a puleggia Lenco

Tecniche di mixaggio negli anni 70/80 con giradischi a puleggia Lenco

30 luglio 2013 I primi dee jay anni 70 / 80 Tecniche di mixaggio 0

Ciao a tutti, approfitto di questa serata “fresca” per spiegarvi la tecnica di mixaggio di tutta la musica dance anni 70 inizio 80 (analogica) adottata sui giradischi a puleggia Lenco.

Innanzi tutto anche loro necessitano dei classici panni, ma prima dei panni, non essendo dei potenti quindi non a trazione diretta ma a puleggia con molta inerzia, bisogna cospargere a pioggia un leggerissimo strato di borotalco sul pesante piatto di alluminio, incastrare sul perno centrale del piatto una velina, quelle trasparenti che si trovano all’interno dei vinili (i vecchi sacchetti della spesa non funzionano!) precedentemente ritagliata a misura del piatto e forata nel centro (il foro largo, non stretto quanto il perno), si ricosparge un altro po’ di borotalco e si appoggia finalmente il panno.

A questo punto si fa ruotare a destra e a sinistra in modo che il tutto si amalgami e lo faccia scivolare perfettamente. Se vi sembra scivoli troppo, sappiate che non è mai troppo quando si appoggia il vinile, ma se fosse davvero Speedy Gonzales è sufficiente eliminare un po’ di borotalco e riprovare. Se i panni sono nuovi, è consigliabile allargare leggermente il loro foro che solitamente è stretto, tirando leggermente il panno dai bordi. (circonferenza)

Due righe sulla regolazione del pitch.

A differenza dei Technics, che si regola +8/10/50 e –8/10/50 da una velocità fissa di 33giri o 45giri (gli ultimi arrivano a 78giri), i Lenco hanno un’ escursione continua da –16 giri a +78 giri grazie alla traslazione della puleggia che ruota sull’asse del perno conico del motore. Il movimento di traslazione, viene manovrato dal Dj attraverso una levetta, che sposta a destra o a sinistra in modo continuo, come uno slider, passando appunto dai -16 giri ai +78 giri, ma bloccandosi perfettamente sui 16 / 33 / 45 e 78, attraverso piccoli incastri meccanici presenti lungo il percorso, anch’essi regolabili attraverso una piccola vite a croce, ma solo per ritarare le velocità fisse con lo stroboscopio (mai necessario).

Iniziamo con il mix.

Fatta questa doverosa premessa, mettiamo il primo brano e diamo gas (cuffie sempre in testa, concentratissimi e spia udibile!). Il secondo brano in preascolto sull’altro giradischi va fatto coincidere più o meno alla stessa velocità ma facendo attenzione se tende a rallentare o correre, in entrambi i casi bisogna comunque aumentare leggermente la velocità del brano in preascolto ovviamente, in modo che corra un pochino (ovvero tenda ad andare fuori battuta) piuttosto che rallenti. Conclusa questa prima fase si è pronti per il mix.
Fatto partire il brano in preascolto nel punto desiderato, si comincia a mantenere la velocità precedentemente settata più veloce, intervenendo con leggere frenate o rilasci del piatto in alluminio con il dito medio o indice. Quindi, se la velocità del brano in preascolto (entrante) tende a correre bisogna frenare il piatto o rilasciarlo se rallenta, operazione certosina che richiede molto orecchio musicale e ritmico, perché i brani in sincrono NON DEVONO minimamente andare fuori tempo (battuta), e tutto va calcolato meticolosamente durante il mix, in tempo reale! Altro che Traktor, non ci credete? Provate a dare in pasto a Traktor due brani anni 70 in formato WAV (no Mp3) e chiedetegli di tenerli a tempo… impazzisce!! 🙂 E ricordatevi che l’allenamento conta, ma fino ad un certo punto!

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