Tecninca di base, il beatmatching


Il beatmatching

La tecnica principale per fare corrispondere le battute della traccia in preascolto con quella in ascolto manipolando la velocità del brano. Questa tecnica viene affiancata dal bending e dal pitching, in quanto il primo ha lo scopo di quantificare la variazione di tempo e di correggere qualche piccola imperfezione, mentre il secondo ha lo scopo di stabilizzare il cambio di tempo in modo definitivo.
Benchè con il pitching è possibile mettere a tempo due brani, il beatmatching è la tecnica definitiva per sincronizzare due canzoni in modo veloce e preciso.
Quindi, adesso che sai come fare partire a tempo una canzone, che sai come registrarne piccole imperfezioni di sincronismo e che sai come adeguare la battuta, basta mettere assieme queste tre tecniche, unire un pò di pratica e iniziare a fare un pò di beatmatching:

  • Procurati quindi due canzoni diverse da inserire nei lettori, se ancora non le hai trovate puoi usare queste che propongo nel mio articolo;
  • Fai partire il brano nel deck A quindi alza il volume di questo deck e tieni basso quello del deck B col preascolto inserito;
  • Sistemati il punto cue del deck B;
  • Fai partire il deck B a tempo all’inizio della sequenza, rispetto alla traccia master, in questo caso deck A
  • Adesso senza perdere la calma e la concentrazione cerca di sentire il brano in preascolto con un orecchio, mentre con l’altro senti il brano master, prenditi un pò di tempo e cerca di capire dopo quanto tempo i brani si accavallano;
  • Se i brani iniziano ad accavallarsi dopo tanto tempo, devi capire se il brano in preascolto è leggermente più veloce o leggermente più lento, concentrati sul suono che senti in cuffia. Per averne la conferma fai un pò di bending muovendo la jogwhell nel verso da correggere, se il movimento è giusto le tracce suonano nuovamente in sincronismo, andrai adesso a rendere effettiva la modifica muovendo il pitch lievemente nel verso della jogwhell (ad esempio, se hai diminuito il tempo con la jogwhell, dovrai farlo anche con il pitch). Nel caso il movimento fosse sbagliato, ti ritroverai i brani ancora più accavallati, quindi correggi l’errore muovendo la jogwhell nel verso opposto finchè non sentirai il sincronismo e registra con il pitch;
  • Se i brani si accavallano dopo un determinato tempo, allora dovrai salire il pitchfader del deck B in modo proporzionale al tempo in cui si accavallano i brani (col tempo imparerai di quanto e ad essere più preciso) aumentando così la velocità del brano. Ferma il deck B col tasto cue e fallo partire a tempo, vedrai che il brano in cuffie va più veloce rispetto al master, allora rallenta il brano in cuffie (deck B) con la jogwhell come descritto nella tecnica del bending, e abbassa leggermente il pitch (diminuendo così di velocità), aspetta qualche secondo e se sentirai nuovamente i brani accavallarsi, rallenta di nuovo il brano e abbassa nuovamente la velocità del pitch in modo sempre più preciso. Ripeti questa operazione finchè non sentirai i brani che vanno in sincronismo. Questa operazione è il cuore del beatmatching;
  • Se invece i brani non si accavallano hai avuto la solita b d c (completa la frase)
  • A questo punto dovrai gestirti piccoli cambiamenti di velocità dovuta ad una piccola imprecisione accellerando o diminuendo il brano come nel bending, e muovendo lievemente anzi pochissimo il fader nel verso in cui hai mosso la jogwhell;
  • Se nelle cuffie tutto va nel verso giusto, alza il volume del deck B e all’occorrenza andrai ad abbassare il volume del deck A mettendolo in preascolto.

Cosa abbiamo fatto:

Come ho ripetuto prima, nulla di nuovo, abbiamo solo messo in pratica le tecniche apprese separatamente nelle volte scorse, per unirle e fare l’essenza della tecnica principale, il beatmatching è più veloce pratico e sbrigativo delle singole tecniche, ma più difficile da imparare se viene imparato direttamente come prima lezione.

Perché rallentare:

Immagina che tu abbia appena litigato con la tua ragazza e lei se ne va, tu cosa fai, le corri dietro, la superi e cominci ad urlarle in faccia, oppure la raggiungi, la prendi da un braccio, la fermi, la fai calmare e cerchi di ripristinare la calma? Con la musica è lo stesso, il tempo non si può fermare ma si può rallentare, che è di gran lunga meglio di accellerarlo per creare confusione e incomprensibilità.

Accorgimenti:

  • Per una buona uscita del beatmatching, il volume del preascolto è fondamentale, regolalo bene;
  • La partenza è la cosa fondamentale, devi partire con il brano in preascolto in modo preciso con quello in ascolto ogni volta che lo lanci, altrimenti potresti non capire come e quanto muoverti;
  • Cerca qualche brando facile da mixare, magari un brano minimale o house dove il basso è sempre presente;
  • Se vedi la situazione degenerare e non sai come controllarla, metti il pitch del brano in preascolto a fondo corsa, il massimo della velocità, e procedi col beatmatching;
  • Se non riesci proprio a mettere in linea i due brani, cambiali, o per lo meno cambiane uno, alcuni potrebbero essere più difficili da ascoltare in preascolto o i bassi da percepire;
  • La manopola dell’impedenza, il gain va regolata bene, quindi cerca di regolare a priori questo livello in modo tale che il livello del brano in preascolto è lo stesso di quello in ascolto, se non hai le spie sul mixer, devi giocare di orecchio;
  • E’ molto importante come ribadisco sempre, avere molta calma, e soprattutto perseverare, posso anticiparti che non riuscirai sicuramente a fare un buon passaggio in poche settimane, ma si parla di mesi;
  • Impegno è l’ingrediente fondamentale per una buona riuscita. Sono sicuro che ad un certo punto penserai di essere negato, a quel punto inizierai a crescere, e ricordati che non lo saprai mai se sei negato finche non arriverai fino in fondo. Tanti artisti erano negati dalla nascita e sono morti famosi.

Devo precisare che questa è la base per la tecnica di mixaggio, ma non una tecnica di mixaggio vera e propria, in quanto per passare da una canzone all’altra, andranno studiati determinati processi, andaranno analizzate le tracce e andrà capito come muoversi, inoltre non tutti i passaggi da una canzone all’altra sono legati al beatmatching ma questa è una base essenziale, non tanto per il fatto di sincronizzare due brani che oggi si può fare anche meccanicamente (sync), ma bensì per prendere padronanza della musica, dell’attrezzatura, di sicurezza in se stessi, di diventare dei veri e propri dj.
Qualcuno di voi che ha l’amico dj o che ne capisce abbastanza si chiederà come mai tutte queste tecniche per passare da una canzone all’altra. Non so se hai presente il maestro Miyagi di Karatè Kid quando faceva fare cose inutili a Daniel San, ad un certo punto lui si ruppe le palle e gli disse che tutto ciò non serviva a nulla e quindi lui gli fece ripetere le mosse di “dai la cera, togli la cera” mentre lo attaccava. Scherzi a parte, immagina di trovarti con dei lettori in cui non ci sono joghwel e non puoi fare bending, potrai mettere a tempo i due brani con la tecnica del pitching, e se ti si rompe il pitch di un lettore, allora forzerai il passaggio con il bending. Pensa al male per trovarti bene al meglio.

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Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

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