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Conclusione sui giradischi e il vinile

Giradischi e vinile, un parere finale

Negli ultimi decenni sono capitati alcuni eventi che hanno contribuito ad alimentare ancora di più la confusione che c’era tra i dj aspiranti. La produzione dei vinili è diminuita drasticamente e la Panasonic ha deciso di chiudere il ramo produttivo della Technics compreso i famosi giradischi che hanno segnato la storia del djing.
Questo che apparentemente potrebbe essere un segnale di decaduta del vinile interpretato decisamente male, è stato solo la conseguenza dovuta ad un miglioramento tecnologico. Parliamoci chiaro tempo fa con un disco che andavi a pagarlo poco più di dieci mila lire ci tiravi parecchie feste e parecchi mesi, adesso un successo dura pochissimo, oltre al fatto che il pubblico ha molte esigenze musicali, quindi dovresti avere almeno quattro borse piene di dischi se non di più che economicamente parlando ti costano davvero tanto, cosa che non si può dire a chi fa il resident o suona nei club e mette sempre lo stesso genere, la spesa va a restringersi notevolmente.

Ad ogni modo interviene la tecnologia che ha studiato un sistema capace di attaccare i vinili ad un computer tramite una scheda audio e gestirne le tracce dentro di esso, quindi evitando sia di portare borsoni dietro e sia di risparmiare molti soldi visto che una traccia costa circa un euro e qualcosa.
Molti dicono che non è la stessa cosa, molti ancora partono con la concezione che il vero dj suona con il vero vinile eccetera, ma io rispondo sempre nello stesso modo, “basta chiudere il notebook ed hai due giradischi che suonano due vinili”, inoltre questa tecnica che negli ultimi anni si è perfezionata come si deve, viene usata anche nei campionati e nelle gare da grandi turntablist famosi, che a loro volta ne presentano anche le caratteristiche negli spot. Insomma, se li usano loro che sono i suonatori del giradischi, i maghi del vinile, significa che la tecnica è quella giusta.

Il cdj è stato concepito in un primo luogo per alleggerire la vita al dj che doveva portare tanto peso addosso, purtroppo inizialmente è stato concepito male, rendendolo un attrezzo “stop & play” dove molti ne hanno acquisito una tecnica e da qui si sono evoluti controller pad e altre diavolerie, mentre altri, abituati a fare partire la musica meccanicamente hanno preteso molto di più dalla tecnologia che ha sfornato delle macchine sempre più vicine ad un vinile ma mai simili. E quando dico simili significa che fanno cagare, perché nulla può sostituire un giradischi, sia come tocco che come controllo della musica. Ovviamente, lo studio ha fatto si che in un cdj vi sono tante ma tante distrazioni che attirano il dj e lo distraggono dal volere per forza un prodotto simile al giradischi, ovviamente aggiungiamo un pò di marketing e business e abbiamo creato una filosofia da portare avanti.

Per concludere, credo che un cdj per iniziare sia lo strumento migliore, imparare lo stop e play è fondamentale per far coincidere la musica, è altresì vero che molti tempo fa iniziavano a suonare con i vinili, ma ovviamente erano altri tempi. Credo che oggi sia ugualmente possibile iniziare a suonare con i vinili, ma alla base ci sta la volontà e l’impegno, ma soprattutto alla base ci stanno le idee chiare, se vuoi mettere musica devi seguire una strada, se vuoi fare il dj ne devi seguire un altra, se vuoi fare il dj con le palle devi acquistare un paio di giradischi.

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