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La metrica di un brano praticamente

Per capire meglio il concetto illustrato nell’articolo dedicato alla metrica musicale, voglio scendere in campo con qualche esempio pratico che poi alla fine è la cosa più importante.

Imparare a tenere il tempo e a scindere la metrica nella propria testa non è una cosa tanto difficile, tuttavia è importante una dose di predisposizione personale, ma sopratutto è importante la pratica per assimilare il concetto.

Ho preparato per te la bellezza di 7 pattern che sezionano la metrica in quattro parti, da qui abbiamo la base della metrica fino a finire ad una ritmica arricchita di strumenti.

Il primo pattern consiste nel tenere il tempo nel modo più basilare possibile come se avessi un metronomo nelle orecchie, ma se fai ben caso ai battiti, sembra che questi si suddividono in sequenze di quattro…

Ogni sequenza di quattro colpi che tu stai immaginando è composta da una battuta.

Adesso che hai ascoltato il primo patern e avrai immaginato le sequenze di quattro, ti aprirò gli occhi con la tua immaginazione, ogni quattro battiti sentirai il suono di un piatto (Hit Hat aperto) che ti avvisa del quarto battito, questo suono rappresenta una sezione di altri quattro blocchi simili, ovvero il quattro quarti (4/4), al suono sentirai un quarto.

Il quattro quarti è un tempo che indica una misura la quale debba contenere all’interno di esso quattro colpi e sotto multipli.

Prova a battere il dito sul tavolo e noterai che ogni quatto tocchi sul tavolo sentirai il suono del piatto. Sedici tocchi fanno i quattro quarti (4/4) in questo caso i sedici tocchi compongono un periodo.

Nel pattern successivo andiamo a realizzare i quattro quarti, ovvero ogni sedici tocchi sentirai il suono di un piatto (Crash).

La ritmica non cambia, hai sempre l’andamento diviso in blocchi di quattro e all’esecuzione del quarto blocco, sentirai l’avviso del piatto, in definitiva sedici tocchi divisi in blocchi da quattro tocchi: ogni quattro tocchi sentirai il suono di un Hit Hat mentre alla quarta sequenza di blocchi da quattro (sedici tocchi totali) sentirai il piatto.

Con il pattern successivo introduciamo la grancassa (Kick). Il kick termine che avrai già sentito o comunque diventerà molto famigliare, può emulare il battito della base, la battuta, la cassa, o tutto ciò che serve per dare il ritmo al tempo da analizzare. Il colpo di cassa viene inserito regolarmente all’inizio della battuta da quattro, senti come da l’accento che indica l’inizio della battuta, in questo caso senti 4 battute, alla quarta battuta finisce il periodo.

Nel pattern successivo andiamo ad enfatizzare il lavoro della grancassa ripartendolo ulteriormente sulla battuta. In questo caso la battuta da quattro viene suddivisa in due, quindi un colpo di grancassa ogni mezzo quarto, il che significa che dividendo il quarto in due dovrai non più battere 4 colpi per raggiungere il quarto, ma bensì 8 colpi.

Semplificando la cosa, puoi tornare al secondo pattern e contare un colpo forte e un colpo debole, sentirai che la ritmica è analoga.

Il pattern successivo è analogo al precedente, non cambia nulla, ho sostituito il colpo di grancassa a metà del quarto con un colpo di rullante (Snare) questo dovrebbe aprirti una porta su tutto il quadro generale del periodo. Questo è il primo pattern reale che potresti incontrare in una traccia audio, quindi capirai che ogni quarto abbiamo una cassa e ogni mezzo quarto un rullante, capirai dal suono di cassa e rullante quanto dura la battuta e quando finisce il periodo.

Da questo pattern possiamo prendere spunto per analizzare un famoso brano dance da una ritmica molto semplice: cassa, rullante, un giro di basso, e quattro accordi.

Cassa e rullante sono analoghi al pattern appena illustrato, suddividono la battuta in quattro quarti.

Il giro di basso è lo stesso eseguito su ciascuna battuta.

Il periodo viene delineato da quattro accordi che cambiano ogni battuta.

In questo caso il periodo si sussegue quattro volte prima di cambiare ritmica, ogni periodo è costituito da 16 battute ciascuna che si susseguono per 4 volte, quindi 16×4 = 64 battute.

In teoria il periodo è composto dalle 64 battute, ovvero quattro giri di accordi completi, ascoltando il brano attentamente ti renderai conto più facilmente.

Il brano ha una parte introduttiva composta da due periodi da 64 battute, ho volutamente spezzettato il brano in due, quindi sentirai a fine periodo un piccolo spazio vuoto.
Nota Bene, Il periodo introduttivo potremmo intenderlo come un periodo di 128 battute quindi i due periodi (da 64) uniti, ma per praticità (e anche per astuzia) potresti sfruttarlo quando fai un passaggio, infatti puoi far partire il brano direttamente dal secondo periodo introduttivo, ovvero dalla sessantaquattresima battuta, se il brano in esecuzione è in metrica, il passaggio sarà sicuramente azzeccato.

Make Luv – Room5

Questa è la battuta

Questo è il periodo

Per fare qualcosa di più impegnativo ti propongo un pattern random, potresti affinare la tua capacità usando questo pattern, tieni presente che non è scontato trovare drum pattern molto complessi nelle tue tracce audio, nulla è da sottovalutare.

Passiamo ad un esempio di metrica più comune

Ho preso un brano che va di tendenza, quindi commerciale, di un mio compatriota che stimo, dal nome d’arte Dj Antoine, il titolo è House Party, puoi ascoltare la versione intera su Youtube o un canale simile basta digitare sul motore di ricerca “dj antoine house party club mix”.
Nella traccia ho inserito due segnali audio che fanno da markers il primo dice “power” (guarda caso) e viene ripetuto ogni 4 battute, mentre il secondo dice “mix” che viene ripetuto ogni 16 battute, quindi dopo 3 “power” arriva il “mix”, se sei confuso, ascoltando la canzone ti schiarirai le idee sicuramente.

Come puoi vedere il “mix” sta a significare la possibilità di iniziare un mix da qui, essendo il brano in fase di initro, mentre l’ascolti sai che se fermi il brano al punto “mix” la battuta dopo è quella in cui facendo partire il brano ti ritrovi in linea con il brano uscente, usando la metrica anche per il brano in uscita ovviamente.

Se vuoi testare meglio la metrica, prova a fare caso dove ogni 4 “mix” avviene un cambiamento nel brano, viene aggiunto uno strumento oppure inizia il cantato, oppure uno stacco.

Se fai bene caso al quarto “mix”, all’inizio del brano abbasso l’audio per pochi millesimi di secondi, qui sta ad indicare la chiusura di un periodo cruciale e l’inizio di un altro periodo in cui potresti iniziare a lavorarti il brano, inoltre all’ottavo “mix” quindi la seconda volta che abbasso il volume, finisce l’intro e inizia un ponte tra l’intro e il body, quindi ascolta bene perché al secondo “mix” abbasso nuovamente il volume, significa che il ponte è finito e inizia il body, e non è detto che tu non possa agganciare il brano dopo il secondo mix.
Fai quindi attenzione perché il bridge (ponte) è composto da 8 battute (2 “mix”), se fai partire la tua canzone dal bridge, puoi lavorarti solo 8 battute invece di 16, quindi potrebbe andare bene per una traccia uscente che ha un periodo almeno di 8 battute che potrebbero affiancarsi al tuo bridge da far partire.

Adesso inizia il cantato quindi il body e al quarto “mix” finisce questo periodo e inizia il ritornello, nota sempre al quarto power come attacca la batteria o viene introdotto un effetto, sono piccoli segnali che ti aiutano ad orientarti su quale punto della canzone ti trovi, che dire, grazie dj Antoine! 😉
Sussegue il ritornello dove lascio a te continuare la metrica con il piede e la mano per il mix.

Momento di panico, fine della traccia

Metti che ad un certo punto ti perdi e non sai più a che punto del brano sei, beh può capitare, mica puoi fare powermix per tutta la durata della traccia, dovrai scegliere il prossimo brano e potrai sicuramente distrarti, quindi sei spacciato!
Ho pubblicato allora la parte centro-finale della traccia, in modo tale da capire come orientarsi.

Adesso ti ritrovi ad ascoltare il brano e cerchi di orientarti, senti il tipo che canta ma non senti la batteria, ad un certo punto attacca la batteria, potrebbe essere l’inizio del periodo, il primo “power”, senza avere tanta fretta facciamo finire il breve periodo che abbiamo agganciato e vediamo che cambia tutto totalmente, finisce la batteria e il tipo canta in modo diverso, il motivo rimane, proviamo ad iniziare a contare le battute.

Dopo aver iniziato a contare, ci siamo accorti che abbiamo incappato un periodo a metà, questo era un breakdown, allora continuando a contare lo facciamo finire, inizia un nuovo periodo, quello con la scarica che annuncia il bridge, un build-up, quindi abbasso il volume di poco all’ultimo “mix” e inizia il bridge che dura solo due “mix” .

Dopo il ritornello al quarto “mix” inizia un altro periodo di breakdown, che attenzione dura 3 “mix” e poi si sussegue il ritornello. Fai sempre bene caso al “mix” come cambia la ritmica come spiegato sopra.

Da adesso in poi puoi iniziare a fare il passaggio, ma fai attenzione, perché adesso che conosci la canzone devi tenere presente che il bridge ha solo 8 battute mentre l’outro ne ha 16, decisamente più corto dell’intero, (dura la metà), quindi la canzone entrante va allineata con le 8 battute o con le 16 battute, per farti comprendere dove potresti far partire la canzone entrante, ho abbassato per pochi millesimi di secondi la canzone. Certo che se non incappi le 8 o 16 battute non ti esplode la consolle, però è molto importante seguire la logica del periodo e viaggiare sempre sui periodi di 4 battute alla volta, e non 3 o 2, (ricordati che al “mix” cambia qualcosa), in modo tale da centrare questo cambiamento in entrambi i periodi dei brani.

Più in avanti iniziamo a vedere come possiamo passare da un brano all’altro nel modo più pulito e semplice, e se c’è la possibilità di vedere qualche trucchetto.
Spero di continuare e di trovare tanti supporters che mi aiutano a far crescere il blog.

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