Un Buon Inizio, Cose che non bisogna fare


cose da non fare per dj

Come iniziare, cosa non fare, le cose che non bisogna fare.

Quando si è all’inizio e soprattutto giovanissimi si ha l’euforia di fare tutto, di avere il mondo “on demande”, e quindi il primo errore è quello di partire subito in quarta e immaginare di fare grandi progetti. Si le ambizioni sono belle, ma non per tutti, quindi mettersi a tavolino e fare quattro conti sarebbe un buon inizio.
Sarebbe un buon inizio anche sfogliare il mio blog per togliersi qualche curiosità, o leggere più in avanti per capire cosa ti aspetta 😉
Devo ammettere che se queste parole mi fossero dette una ventina di anni fa, non avrei esitato a farmi una risatina e a fregarmene, ma oltre al fatto che erano altri tempi ti posso assicurare che in fondo in fondo ci avrei pensato.
Un’altra cosa da evitare assolutamente e giocare con cose che non capisci, come fanno i bambini, ma chiamiamolo “smanettamento”.
Spesso nei discopub vedo dei ragazzini che suonano o che ci provano, che storpiano la musica con la jog whell o mettono in continuazione effetti fuori luogo se nonché girano gli knob fuori tempo e senti un continuo tchiuciuciù tchiuciuciù! Spesso e volentieri non riesco a resistere, mi avvicino e chiedo se l’attrezzatura ha dei problemi o se non funziona qualcosa, ma loro fanno la faccia come per dire:
– “tranquillo amico è tutto apposto! Io sono un professionista e so quel che faccio!”.
Credimi, non c’è nulla di più bambinesco e poco professionale di storpiare una canzone imbottendola di effetti inutili, credendo per lo più di fare gli esperti, tipo quelli secchi che vanno in palestra e già dopo qualche mese iniziano a fare i personal trainers. Lasciatela stare sta musica, fatela suonare come fanno i bravi djs e curatevi di aspetti molto più importanti per far credere che siete dei professionisti, e soprattutto abolite tutto ciò che abbia a che fare con gli effetti, i loop e altre stregonerie che non vi servono. Vi serviranno due tracce (deks) e due canali del mixer. Stop!
Se poi proprio vuoi smanettare, fallo a casa, ma mi raccomando, quando sei da solo, e soprattutto dopo aver trascorso un bel pò di tempo ad allenarti seriamente, o ancora meglio dedica un giorno a piacere, vedrai che ti stancherai subito di fare cose inutili senza risultati e non collegate ad aclun ingegno.
Un altro errore abbastanza comune è quello di fare avvicinare i curiosi, e le curiose.
Spesso questo viene fatto in modo tale da fare vedere quello che state facendo per farvi apprezzare, ma questo viene fatto senza fare una selezione, allora vi trovate con il cafone di turno che tocca bottoni e levette e magari pure prova a suonare al posto vostro, le ragazzette che vogliono vedere i cd, sentire la musica in cuffia e rompervi le palle con richieste lunari (titoli e cantanti pronunciati a cazzo, o sbagliati del tutto).
Quindi, assicurati che dietro la consolle non possa venire nessuno, metti sedie ostacoli, inventati qualcosa, col tempo imparerai a fare la selezione su chi fare avvicinare.
Quando sei a casa a fare pratica, fallo sempre da solo, non invitare amici, fidanzate, cugini e via dicendo.
Collegato a questo discorso c’è un’altra regola: non diventare il juke box di turno. 
Sicuramente nella serata ci sarà una o più persone che inizieranno con le richieste della serata, del tipo quando dopo ore di duro lavoro la pista si riempie, dopo aver sparato i pezzi più ballati e stai per organizzarti di mettere altri pezzi forti che ti sono venuti in mente, ti viene uno a chiederti un pezzo rock, o musica leggera italiana o qualche altro pezzo che non c’entra niente.
In questi casi l’unica risposta da dare è – : “la metto dopo”. Okkio che questo non te lo dirà mai nessuno.
E’ molto importante però in questi casi saperci fare con chi ci parla nelle orecchie, avere il giusto tatto e il giusto carisma nel parlare e non fare capire che potrebbe essere una promessa non mantenuta, o evitare di fare capire che solo tu stai lavorando e loro si stanno divertendo o reazioni sgradevoli, ricordati che sei un professionista, nessuno ti apprezzerà come tale, ma l’importante è dimostrarlo, non c’è peggior cosa quando qualcuno legge nel volto che le cose vanno male o che ti da fastidio qualcosa, se non peggio che sei stato tu la causa della rovina della festa perché hai bisticciato e comunque per colpa tua si è dovuto chiudere.
La gente potrebbe impuntarsi e farti perdere la calma molto facilmente, ricorda sempre che sei al servizio di qualcuno che ad ogni modo avrà pagato un biglietto per vederti, o comunque che verrai pagato per la prestazione che stai svolgendo.
Ovviamente ritornando al discorso della richiesta, c’è da fare una piccola precisazione, se la richiesta sta nei tuoi schemi e si tratta di un piccolo cambiamento alla play list, è da prendere in considerazione, poi ricordati sempre una cosa: “Ne sà più chi è in pista che chi è in consolle”, quindi evita di allontanare chi si avvicina, potrebbe suggerirti un cambio musicale in grado stravolgere la serata. Inoltre è importante vedere la richiesta da chi parte, non parlo della ragazza figa col tanga di fuori, ma di qualcuno che nel locale ha una certa importanza. Ad ogni modo resta sempre fermo dell’opinione che non bisogna essere il juke box di nessuno.
Ah, ci sono delle magliette in commercio con la scritta “sono un dj, non un jukebox”, evitate di metterle, non a tutti possono sembrare simpatiche.
Inoltre ci sono persone davvero pesanti, che si impuntano con una richiesta e per tutta la serata sono disposti a tormentarti costantemente e frequentemente mettendo a dura prova la tua pazienza, in questo caso usa un po’ di fantasia, cerca di tenerlo lontano nel migliore dei modi, se possibile cerca di accontentarlo quando vedi che la serata sta in un punto morto. Io di solito per allontanarli offrivo qualcosa da bere a lui e ad una ragazza per tenerlo lontano, se riuscivo a beccarne una.
Segue quindi un altro divieto caratteriale, spesso legato alla paura di farsi etichettare come principianti, ovvero la presunzione.
Mi piace molto confrontare le mie idee a riguardo con gli altri, ma ho notato alcune cose: molti dei veri professionisti ti danno sempre ragione, alcuni espongono le loro idee e alla fine ti danno ragione, mentre ho visto tanti ma tanti finti professionisti alzare la voce ed esporre le proprie opinioni con fermezza, forse per convincere se stessi, o per dimostrare di essere professionisti, o perché: loro hanno polso e devono fare così?
Ad ogni modo una via di mezzo non esiste.Ma tu fatti furbo! il confronto è molto importante, leva i para occhi, ogni consiglio che ti viene dato è una perla di saggezza, anche da uno stupido che racconta un mucchio di balle potresti trarre del beneficio.
A questo punto farai la differenza tra il ciarlatano che parla imponendo le sue teorie e visto il tuo tacere ti considererà un pivello rimanendo soddisfatto da questa situazione, e il vero professionista che se vorrà imporre le sue idee dovrai ascoltare, altrimenti ti darà ragione scambiandoti per un pivello.
Ricordati che il tacere non sempre è segno di ignoranza, ma in alcuni casi viene scambiato per incompetenza e indecisione, starà a te dire quelle poche e giuste parole per farti valere, ma soprattutto dimostrare di fare grandi fatti (reali).
Per finire come ultimo accorgimento: evita di confidare nella tecnologia.
Per diventare un buon dj bisogna avere le basi, fare molta pratica, soprattutto senza nessun aiuto. Un grande dj ha una costosa attrezzatura, ma anche un immagine da mantenere, così come un rinomato locale, ma questo non significa che per essere bravo devi per forza avere un’attrezzatura all’avanguardia.
Non dimenticare che l’obiettivo principale è quello di imparare a fare il dj, e quindi avere basi solide che si avranno solo esercitandosi allo stato primario. Tanti djs professionisti e non, usano il sync o altri metodi per facilitargli la vita (non traete conclusioni affrettate, presto parlerò anche di questo), ma ciò non significa che non sanno fare un passaggio, ma ad ogni modo ricordati che sync o non sync, tecnologia o meno il professionista si distinguerà sempre dal musichiere occasionale tecnologico.
Con questo non voglio dire di non acquistare nuovi cdj tecnologici, controllers o via dicendo, ma solo che bisogna evitare di usare gli aiuti che offrono questi nuovi strumenti (sync, beat sync, phaser, beat assist e chi più ne ha più ne metta).
Aggiungo qui un altra cosa che mi era sfuggita ma di minore importanza ad ogni modo: Non improvvisarti vocalist. Se per qualche motivo c’è un microfono collegato all’impianto o ti è venuto il pallino di procurartene uno, evita di accenderlo, soprattutto se non sai come funziona, il vocalist è una figura preparata e non improvvisata, quindi non improvvisare versi animaleschi al microfono e soprattutto gridare gracchiando frasi incomprensibili visto che il microfono sarà anche impostato nel peggiore dei modi, e soprattutto non cantare sulle canzoni o parlare sul cantato. Ovviamente questo divieto è esteso anche a chi ti chiede il microfono, evita di darlo in mano a tutti, e se a limite le cose degenerano abbassa il volume del microfono gradualmente e di nascosto, puoi sempre dire al tuo amico canterino che il microfono funziona e che è lui che non si sente, oppure che c’è qualcosa che non va e che appena hai tempo lo sistemerai.
Un altro accorgimento che andrebbe rispettato più dalla parte del pubblico e non dal dj, ma ad ogni modo: evita di fittare l’attrezzatura sul posto.
Spesso nelle feste in cui avrai la gente a distanza ravvicinata, ci sarà quella persona magica che ti porterà il suo cd magico chiedendoti di metterlo.
Io vorrei rispondervi: “già che ci sei vieni a suonare tu!
Ad ogni modo anche se fatto in buona fede io lo concepisco come una sottovalutazione delle mie capacità, ma ad ogni modo ho sempre risposto: “appena mi libero lo metto”, “ho altre richieste ma appena posso sarà fatto”, “non lo legge, forse è difettoso”.
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Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

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