Timecode per dj, vinili e cd, scheda audio e software DVS

Il timecode in generale è una sequenza di codici che vengono trasmessi da un dispositivo meccanico ad un dispositivo computerizzato con intervalli regolari.
In pratica il timecode è un sistema per interfacciare un giradischi o un cdj ad un software che supporta la funzione DVS (Digital Vinyl System). Questo dialogo tra le parti avviene tramite un codice come ho scritto sopra, che è stampato su un vinile o su un cd, i quali vengono chiamati vinili timecode o cd timecode. In questo modo con un vinile timecode, riuscirai a controllare il software come se stessi suonando con il tuo computer, ma se vuoi vederla in un modo migliore, riusciresti a suonare con i giradischi senza perdere la manualità tradizionale, con il vantaggio di avere le tracce nel tuo computer e di aggiungere funzioni più creative ai tuoi mix (che non si trattano dei semplici effetti scarni offerti da alcuni mixer e cdj).

Cosa occorre per il Timecode

Vinili o Cd timecode

Sia i vinili che i cd timecode sono dei comunissimi dischi in vinile o cd, ma con la differenza che non si tratta di supporti audio, ma di elementi con su stampato un algoritmo che invieranno come segnale audio, infatti mettendo un disco in vinile su un giradischi, potrai notare che facendolo girare sentirai un fischio, quello è il codice che manderà in uscita come segnale audio, lo stesso accade con i cd.
Fino a poco tempo fa ogni azienda produttrice aveva il suo algoritmo personale, il che significava che se acquistavi un software Serato, dovevi necessariamente acquistare i vinili timecode della Serato, mentre oggi questo concetto sta via via uniformandosi, ovvero ogni software può accettare diversi algoritmi, questo significa che con Virtual Dj puoi suonare anche i dischi della Native Instruments, ma questa regola non vale per tutti i software quindi è necessario informarsi prima.
Il disco in vinile timecode generalmente è di colore standard nero, ma ne esistono diversi modelli colorati oppure serigrafati, alcune serie speciali vengono prodotte da un lato con su stampata la traccia timecode, mentre dall’altro un’edizione speciale di un artista che lo propone spesso come serie speciale o limitata, di solito un vero e proprio breakbeat firamto dall’artista.
Un supporto timecode è composto da tre tracce: la prima è composta da un intro, uno spazio bianco che introduce la traccia, come la parte iniziale di un vero vinile dove dopo qualche giro inizia la canzone; la seconda è quella principale che contiene l’algoritmo e dura dai 10 ai 20 minuti, mentre la terza è una traccia utilitaria, può servire per navigare tra le tracce del tuo software in modalità browsing.

Vinili timecode attualmente in commercio:

Per quanto riguarda i cd in timecode abbiamo questa situazione attuale:

  • Serato – Puoi scaricare liberamente il timecode cd tramite questo link
  • Traktor – Vende i propri cd Mk1 e Mk2 a questo indirizzo
  • Mixvibes – Devi acquistare il software e tramite licenza potrai accedere e scaricare l’immagine iso tramite questo link. Il cd fisico è presente solo nel cross pack.
  • Hercules – Vende i propri cd tramite lo starter kit a questo indirizzo
  • Virtual dj – Permette di scaricare il file per il timecode in base al tipo di lettore, questo link spiega tutto
  • Deckadance – Permette di generare il proprio cd timecode. Basta andare nel pannello di controllo > Preferences > Control CD Generator.

Scheda Audio con sistema Timecode

La scheda audio è stata già trattata in precedenza, quindi se vuoi iniziare a fare del timecode devi assicurarti che la tua scheda audio abbia la funzione timecode.
La differenza sostanziale tra una scheda audio con il sistema timecode rispetto ad una scheda audio standard, sta nel fatto che il processo di trasformazione di un segnale audio in digitale viene tramutato nell’invio di un segnale al software che permette di controllare la traccia nel deck, quindi possiamo riassumere i passaggi di una scheda audio timecode come segue:

  • Il disco timecode manda il segnale codificato all’ingresso della scheda audio (IN);
  • La scheda lo invia al software che interpretando il segnale lo tramuta in un comando da fare eseguire (ad esempio la pressione del tasto play);
  • Il software esegue la traccia in base al segnale inviato nel passo precedente inviandolo alla scheda audio (OUT), che lo trasforma in segnale audio e lo spedisce alla relativa uscita, quindi al canale di ingresso del mixer come se fosse una banale fonte audio.

Il collegamento con una scheda audio ha una difficoltà media, alcune schede hanno i connettori posizionati con logiche diverse che rendono più difficili i collegamenti, ma tutto sommato si tratta di connettere un hardware. Una cosa molto importante è quella di studiare bene lo schema di collegamento che in genere si reperisce facilmente o dovrebbe essere incluso con la scheda.
Al giorno d’oggi, molti componenti hardware, cdj inclusi, sono dotati di una scheda audio interna che permettono l’attacco del dispositivo direttamente al computer scavalcando i numerosi collegamenti da fare alla scheda audio.

Maggiori produttori di schede audio attualmente utilizzate:

Hardware con scheda audio integrata

La scheda audio esterna è molto utile soprattutto se si è in movimento e per eventuali emergenze, basta saper collegare bene e velocemente la scheda audio e puoi continuare a suonare.
Con l’aumentare del sistema DVS le cose sono migliorate di gran lunga, infilando le schede audio dappertutto, come già accennato, anche un cdj ha una scheda audio che ti permette di comunicare con il software e comandare le sue funzioni dal cdj stesso, è bene che tu ti informi a priori sulla compatibilità del software che stai usando con il lettore cdj, il collegamento va eseguito tramite cavo USB al notebook e configurato tramite hardware, di solito è necessario un driver o varie utility perchè possano funzionare bene, tuttavia qui si tratta di modalità HID e non timecode in quanto la funzione avviene direttamente tramite l’hardware e non tramite un dispositivo timecode.

La scheda audio può essere integrata in un controller dove ultimamente viene offerta la possibilità di collegare in modo aggiuntivo due elementi in più quali cdj o giradischi ad altri due canali i quali possono essere controllati in timecode tramite la scheda audio interna del mixer, in questo caso i collegamenti vanno eseguiti direttamente al controller e configurati con il software in cui alcune volte necessita di un pack aggiuntivo per il DVS da acquistare a parte, ovviamente per il funzionamento in timecode devi avere i supporti timecode quali cd o vinili.

Il vero aumento di produttività sul campo del digitale è stato quello del mixer con scheda audio integrata. Si tratta di un banale mixer cui vanno collegati i supporti giradischi / cdj come d’abitudine, in questo caso si può scegliere tramite pulsante adatto se suonare in modalità classica con i classici supporti analogici o cd tradizionali oppure si può scegliere di suonare in modlaità DVS usando i supporti timecode, il funzionamento è molto semplice.
In questo caso vale la stessa regola dei controller, avrai bisogno del supporto timecode e di eventuali pack DVS da installare sul software.

Bada bene che in alcuni casi vi sono hardware che dispongono di una scheda audio certificata all’utilizzo di un determinato software, quindi potrai usarli solo con quel software e non con altri, quindi rimani vincolato a quella scelta.

Maggiori mixer con scheda audio integrata in uso:

Sofware con funzione DVS

Spesso si da per scontato che un software per dj dia la possibilità di attaccarci i giradischi, ma non è così, molti hanno la funzione DVS integrata, alcuni hanno un pacchetto da acquistare a parte, altri non ce l’hanno proprio quindi se non è necessario fare un upgrade del software significa che non è proprio predisposto per questa funzione. La buona notizia che tutti i software di audio mixaggio hanno la funzione DVS o comunque ne sono predisposti.
Il sistema DVS permette di interpretare l’algoritmo del segnale inviato dalla scheda audio al software.
Spesso un software impone l’uso di una scheda audio proprietaria e della stessa marca, mentre altri danno la libertà di scegliere l’hardware che più si preferisce, “Out Of The Box”.

L’elenco dei software con funzione DVS più usati

Differenza tra DVS e timecode

Non vi sono differenze sostanziali spesso si unisce il concetto ma con analogo significato, ma è da precisare che il timecode è il codice impresso sul supporto per comunicare al software, mentre il DVS acronimo di Digital Vinyl Sistem è il sistema in se stesso.

Timecode si o timecode no? a chi serve?

Per concludere, prima di valutare la possibilità di fare del timecode, credo che bisognerebbe, prima che si venisse invasi dalla voglia di provare qualcosa di nuovo e di conseguenza spendere soldi inutili, valutare un pò la situazione, innanzitutto è importante capire a chi serve il digitale in generale, successivamente capire a chi serve il timecode visto che possiamo definirla come un estensione del digitale o una forma di “analogismo digitalizzato”.
Voglio già anticiparti che il timecode non serve assolutamente per fare del beatmatching, parliamoci chiaro, è inutile nascondere le cose, ma chi ha il digitale l’ultima cosa a cui bada è il beatmatching, sia perchè a causa della latenza non è possibile garantire la perfetta precisione degli spostamenti, sia perchè ci sono i giusti aiuti da usare nel modo giusto, questo non significa che non devi sapere fare il beatmatching (non smetterò mai di ripeterlo)

  • Il timecode non ti serve se il tuo è uno stile sobrio basato esclusivamente sul beatmatching;
  • Il timecode non ti serve se il tuo stile è basato su tracce longeve e minimali come la deep o la minimal;
  • Il timecode non ti serve se spesso hai uno solo genere da proporre, non ti smuovi da quello e non hai bisogno di variare da uno stile all’altro;
  • Il timecode non ti serve se hai un repertorio ristretto ed abitudinario;
  • Il timecode potrebbe non servirti se hai un posto fisso in cui suoni e i tuoi spostamenti sono limitatissimi.

A chi potrebbe servire il timecode

  • Chi lavora su una grande quantità di brani con djset ampi e con passaggi molto brevi;
  • Chi è soggetto a continui spostamenti e continui cambi di consolle, anche se deve starci molto dietro nell’impostare il software;
  • Scratcher o persone che comunque arricchiscono i propri djset con le tecniche tradizionali del turntablism;
  • Dj funambolici che vogliono e soprattutto sanno stupire;
  • Il timecode potrebbe servire a chi suona con il vinile, non vuole abbandonare il suo stile, ma non può continuare con la gestione dei dischi in vinile;
  • Il timecode potrebbe essere utile per chi ha un genere vasto, ha troppa roba da portare dietro e vorrebbe optare per una soluzione “tascabile”.

timecode

1. Viene eseguito un movimento o comunque mandata un istruzione tramite il disco di controllo timecode che contiene l’algoritmo alla scheda audio.
2. La scheda audio elabora l’algoritmo e lo spedisce al software che lo intepreta come movimento analogo rapportato al software.
3. Il segnale digitale di ciascuna traccia che gira sul software viene mandato alla scheda audio tramite lo stesso cavo usb per il timecode.
4. Il segnale audio di ciascun canale viene quindi elaborato dalla scheda audio e trasformato da segnale digitale in segnale elettrico, venendo così smistato verso l’uscita della scheda audio che andrà ad essere collegata alla rispettiva entrata del canale del mixer (Es. DeckA – Canale 1).
Il timecode non è altro che l’interporsi di una scheda audio tra un mixer e due unità audio analogiche, dove la scheda si collega ad un notebook, il mixer ovviamente porterà l’uscita master ad una sorgente audio amplificata.
Il timecode entra in gioco nei primi due passaggi, quelli successivi sono analoghi al procedimento della scheda audio semplice.

Fonte virtualdj.com

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