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Iniziamo a mixare

Tecniche di mixaggio, iniziamo a mixare

Se stai pensando che mixare significa prendere due pezzi e metterli a tempo, allora avrai molto da leggere 😛
Mixare due (o più) canzoni significa passare da una canzone all’altra cercando di tenere un filo logico, soprattutto una cognizione temporale, quindi seguendo la battuta e concepire il bilanciamento audio. In pratica non devi fare una cagata!
Nei primi tempi l’arte di mixare due canzoni era davvero un arte, i giradischi limitavano molto e la musica era molto carica sia melodicamente che a livello di battute, e addirittura non esistevano versioni estese che davano la possibilità di agganciarsi al brano successivo in modo appropriato, insomma bisognava davvero inventarsene una al giorno!

Ultimamente basta salire su una consolle in un club e vediamo tutti i dj che mixano i brani minimali con i loro controllerini, che ballano dietro la cosolle aspettando che finisce il brano per fare entrare l’altro, oppure grandi lettori cd imponenti, correlati da notebook ultraluminosi, solo per fare un passaggio a tempo, quando all’epoca bastava un mixer e due giradischi.
Oggi vista la facilità con cui si possa mixare e soprattutto con l’evoluzione dei tempi, e soprattutto perché ormai si ha bisogno di una svolta, si è ritornato alla normalità, un dj per mixare deve “suonare”, come si faceva una volta, ovviamente l’affiancamento dell’evoluzione è fondamentale.
Prima di tutto per imparare a mixare è molto importante imparare come è articolata una canzone, successivamente studiarne le singole parti e poi applicarne la tecnica adatta al passaggio.
La canzone inoltre va studiata sia per battuta, che per chiave, sono due elementi correlati, a volte fondamentali, a volte superflui.

Le tecniche di mixaggio di base possono essere eseguite con una strumentazione basilare e anche con un controller professionale, mentre le tecniche più complesse devono essere eseguite per forza con dei giradischi che rappresentano gli strumenti nativi, ma è possibile in via eccezionale usare anche dei cdj professionali che comunque non garantiscono gli stessi risultati e non sono gli strumenti adatti, ma come mi diceva sempre mio nonno, “se sei bravo, sei bravo con tutto”, ma poi mia nonna mi diceva che “il vero Maestro lo fa il ferro” (il Maestro bravo ha sempre gli attrezzi adatti e migliori).
Inoltre per eseguire le tecniche più avanzate non è necessario essere un turntablist professionale, ma è comunque importante avere delle basi solide per quanto riguarda i basilari dello scratch e soprattutto un ottimo controllo del disco, basi che non di certo si imparano in un mese, come piacerebbe a molti, ma si impara con tanto tempo dovuto a pratica e a dedizione, cosa che a non tutti piace, ma quei pochi che dopo tempo riescono ad imparare, e ad essere bravi possono vantare di grandi soddisfazioni: mettere due canzoni a tempo ormai è diventata un arte alla portata di tutti, ma mettere una canzone come si deve no!

Molti ancora sono convinti che il turntablism e lo scratch si applica per le canzoni hip-hop o rap o tutto ciò che veste largo, ma non è affatto vero, di solito la musica minimale ha dei canoni che spesso vanno impartiti, ma alcuni turntablist a volte presentano delle sessioni house o electro house proprio per marcare il fatto che queste tecniche vanno applicate su tutto…
… e per fare pubblicità alle ditte che propongono i loro prodotti 🙂

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