Il beatmatching, tecnica di mixaggio di base


Il beatmatching, la base

Negli articoli precedenti abbiamo visto come usare la metrica musicale per orientarsi su una canzone e gestirne i periodi. Il beatmatching è una tecnica vista sia in digitale e rivista sia dal punto di vista meccanico tramite i giradischi, dove è stata sempre presentata come la materia prima per iniziare e quindi la base, infatti più che una tecnica di mixaggio vera e propria, costituisce il presupposto per creare la maggior parte delle tecniche di mixaggio più elaborate e anche complesse. Più precisamente il suo significato tradotto in italiano significa trovare la battuta della canzone che hai in preascolto e allinearla con quella che hai in ascolto per farle coincidere.
Per concludere il concetto, se da una canzone che sta suonando prendi la canzone in preascolto e la lanci in modo sincronizzato sopra quella che gira, le sovrapponi entrambe alzando i volumi, magari anche rispettando la metrica, non risulta che stai facendo un mix, potresti aver azzeccato un ottimo mash up, ma quello che stai facendo è solo del beatmatching.

In definitiva il beatmatching è la base per passare da una canzone all’altra in modo nativo allineando e sincronizzando le battute di entrambi le canzoni con lo scopo di far subentrare la canzone in preascolto. Fai bene attenzione che per il momento si parla di due unità, ovvero due deck che siano lettori, giradischi o un controller, allineare la battuta di 4 decks non risulta impossibile ma in base al suo utilizzo possono subentrare altre tecniche, quindi per tutto il discorso è necessario attenersi alla filosofia nativa dei classici due decks.

La tecnica

La tecnica del beatmatching viene impiegata “cucendo” le due parti di brano dette intro e outro, quindi unendo la parte iniziale della canzone, ovvero le 16/32 battute che compongono i primo periodo della traccia in preascolto, con le 16/32 battute che compongono il periodo finale, quello dell’outro, della traccia che sta girando sul canale in uscita. Semplice e diretto.

Facciamo uno schemino di come dovresti lavorare le tracce con il beatmatching di base:

  • In questo momento hai la traccia in ascolto che sta suonando nel deck A sul canale master;
  • Fai partire la traccia dal deck B in preascolto;
  • Lavora la traccia in preascolto in modo tale da metterla sulla stessa battuta (a livello di bpm), rispetto alla traccia in ascolto;
  • Dopo aver trovato la battuta esatta rispetto a quella in ascolto, fai alcune prove iniziando a lanciare la traccia alla fine del quarto in base alla metrica del brano. In questo modo avrai la maggior sicurezza che le due battute coincidono in modo preciso, inoltre puoi sempre effettuare qualche piccolo ritocco. A priori devi comunque lanciare bene il brano in modo preciso e sincronizzato rispetto all’altro, quindi ti consiglio sempre di lanciare il brano e se ti accorgi che sfora un po’ la battuta, prima sistemala con il bending, e se nuovamente senti la traccia in ascolto sforare, la sistemerai con il pitch riportandola sulla sua linea.
  • Adesso sei pronto ad affrontare il beatmatching, non ti resta che percepire l’outro della canzone uscente, e questo non devo dirtelo certamente come devi fare, le canzoni a priori si ascoltano e si studiano, a questo serve il lavoro fatto a casa, quindi a fine traccia, quando tu sai che attacca l’outro, andrai sulla prima battuta del primo periodo dell’outro, a lanciare il brano in preascolto.
  • A questo punto sentirai la batteria del brano master, e in cuffie la batteria del brano in preascolto che sul mixer avrai il volume abbassato, se sono sincronizzate puoi iniziare ad alzare il volume del brano in preascolto. Adesso le cuffie ti servono “tanto quanto” perché con un orecchio devi sentire la situazione che hai creato mischiando i due brani, se il ritmo è fluido e sentirai un basso unico, sei apposto, puoi aspettare che finisce l’outro della traccia nel deck A oppure abbassarlo leggermente; mentre nel caso in cui ti accorgi di un leggero sforamento tramite i due bassi, devi correggerli con il bending e successivamente far finire l’outro o abbassare il volume del deck A gradualmente.

Un consiglio

In questo caso mentre è partito il passaggio (ovvero la procedura descritta nell’ultimo punto), se la sfumatura è poco percettibile sistemala con il bending senza toccare il pitch, mentre se ti accorgi che la battuta sfora spesso, significa che non hai fatto un buon lavoro a priori (nel calibrare la battuta, vedi il punto 3) e il passaggio è venuto una ciofeca, quindi, o fermi tutto, o cerchi di rallentare il brano in preascolto contemporaneamente toccando il pitch se sei sicuro da che parte muoverlo.

Un avvertenza

Come già detto in precedenza, non toccare mai il brano in ascolto, non variarne mai la battuta o farci del bending quando stai facendo il passaggio, devi lavorare solo ed esclusivamente sul brano in ascolto.

Questa è ovviamente una tecnica molto spartana e cruda ma comunque sempre efficiente e ad ogni modo spesso usata, adesso non resta che fare alcuni ritocchi a questa tecnica per iniziare a creare dei veri e propri passaggi fatti a regola d’arte e costruiti in modo creativo. L’importante è esercitarsi, le cose devono venire a poco alla volta.

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Mi piace la musica, mi piace creare note, suoni ed armonie, amo combinare il tutto per sentirne il risultato e gioire così del mio operato. Non è detto che per essere bravi bisogna per forza essere dei geni, si può creare anche senza spartiti, quello che ci deve guidare è la nostra passione, che alimenta la creatività. Ogni strumento che sia una corda, un tasto, un disco, un pulsante può essere usato per creare un’opera, che sia una composizione, o un semplice passaggio fatto bene. Spero mi seguirai attraverso le righe di una cultura che non tutti sanno interpretare nel giusto verso, ma alla fine uscirà fuori solo chi sa muoversi seriamente. Ti do il benvenuto e spero che un giorno potrai dire a tutto il mondo che ti sarò stato utile in qualche modo. Il mio blog è rivolto a tutti, maschi e femmine, parlo al maschile e voglio quindi evitare futili ripetizioni del tipo “o/a” , “i/e” .

16 commenti

  • Fabrizio
    19 febbraio 2016 at 14:45

    Grazie Dario sto seguendo un corso x dj e il prof dice che il cueng lo eseguo benissimo….il.problema grosso e il.pitcbend…nn so se è normale x tutti o forse nn ci sono portato..peccato xche mi piace molto…ma questi tasti nn sono più complicati motoriamente che la jog e poi perché fa così schifo la jog ?..se mi compressi un controller tipo il ddjsr piooneer ?…se riuscirò nella impresa di imparare ti mando un camion di vero pesto genovese

    • Fabrizio
      19 febbraio 2016 at 14:55

      E disattivazione la funzione srach ma fan schifo lo stesso la jog

      • Fabrizio
        19 febbraio 2016 at 15:02

        Hai spiegato nella articolo che la battuta va agganciata o alla inizio o sul primo colpo della ultima quartina ..cosa che nn sapevo

        • DarioPower
          20 febbraio 2016 at 3:49

          Quella è la metrica, viene molto dopo aver messo a tempo due tracce in modo preciso.

    • DarioPower
      20 febbraio 2016 at 3:43

      E’ strano che il tuo prof ti dice che sai fare bene il cueing ma non ti insegna a fare il pitching, ad ogni modo se mi posti una registrazione dove tu fai il cueing vorrei valutare di persona se il tuo prof ha ragione, non che non mi fidi, ma 4 orecchie sono meglio di 2 😉
      Non è questione di essere portati, è solo questione di raggiungere un obiettivo, e tu lo devi raggiungere ma non in un giorno.
      Non ho detto che la jog faccia schifo, ma che potresti sfruttare i tasti del pitch poichè mi hai scritto che ti incasina il lavoro.
      Quindi fai il cueing, e appena senti la battuta che sfasa tieni premuto il rispettivo tasto finchè non si allinea la battuta, e di conseguenza agisci sul pitch, ripeti l’operazione finchè non hai tutto a precisione.
      Se premerai il tasto sbagliato, ti accorgerai subito che aumentano i cavalli.
      Non avere fretta di migliorare, non c’è scritto da nessuna parte che si debba migliorare ogni giorno, l’importante è la costanza e l’impegno, quelli ripagano.

      • Fabrizio
        23 febbraio 2016 at 17:48

        Ciao Dario ho preparato un file audio con il cueng come posso spedirelo ,??????
        Perché nn vedo la tua mail?
        Grazie anticipatamente un saluto ..da Genova
        Fabrizio

        • DarioPower
          24 febbraio 2016 at 1:29

          Ciao Fabrizio, ti ho accettato l’amicizia, puoi spedirmi il tutto a amemipiacescrecciare (at) gmail.com

          • Fabrizio
            24 febbraio 2016 at 11:11

            Grazie sempre gentile

  • Fabrizio
    16 febbraio 2016 at 19:11

    Ok ..ma tu dici di sentire in quanto tempo si accavallano i brani e di spostare tanto o poco il pitcbend…andando prima giù e poi su nn mi è tanto chiaro questo passaggio…perdonami se puoi aiutarmi mi fai un regalo
    Dario n1

    • DarioPower
      17 febbraio 2016 at 16:24

      Il trucco principale per fare un ottimo beatmatching è fare bene la partenza, ovvero il cueing, più è sbagliato, più aumenta il lavoro e la difficoltà (come la torre di Pisa).
      Quindi, devi iniziare a far partire bene il basso del brano in preascolto con quello master, da li devi avere calma e concentrazione, e iniziare a studiare cosa succede, se sfora in accellerazione o in decellerazione, per fare ciò devi allenarti molto, successivamente, dovrai correggerlo con il bending e poi sistemare il pitch in base a quanto hai corretto.
      Il consiglio principale che posso darti è quello di non farti prendere dalla fretta ma fai partire il brano in preascolto e non toccarlo più, aspetta pazientemente e valuta con calma cosa succede, col tempo sarai più reattivo.
      Puoi ripetere questa operazione per affinare la corrispondenza tra i brani, ma ricordati che se sai fare un buon cueing e un buon bending, anche se i brani sforano millimetricamente mentre fai il passaggio, puoi gestire tranquillamente la situazione, basta pensare che tempo fa il beatcounter non esisteva, e chi lo sa se i djs l’azzeccavano precisamente la battuta 😉
      Se vuoi avere maggiori informazioni sul cueing, ti basta leggere questo articolo (http://www.dariopower.it/tecnica-di-base-il-cueing/).
      Se vuoi avere maggiori informazioni sul pitchbending leggi invece questo articolo (http://www.dariopower.it/tecnica-di-base-il-bending/).
      Ogni tecnica ha il suo corrispettivo in analogico con i giradischi, puoi fare una ricerca sul mio sito.

      Spero di essere stato più chiaro, nel caso contrario puoi sempre continuare a scrivermi, sarò felice di poterti aiutare ulteriormente. In ogni caso fammi sapere se hai fatto progressi.

      Buon allenamento, un abbraccio.

      • Fabrizio
        19 febbraio 2016 at 0:53

        Grazie Dario..credo di fare un ottimo cueng ho letto tutti i tuoi articoli..
        Gentilissimo….provo ancora

        • DarioPower
          19 febbraio 2016 at 1:50

          Figurati, non smettere mai di esercitarti, magari se vuoi registra qualcosa e mandamelo così posso dirti dove potresti migliorare.
          Fammi sapere, per qualsiasi cosa rimango sempre a disposizione, buon allenamento 😉

          • Fabrizio
            19 febbraio 2016 at 12:38

            Faccio errore da 1 bpm il.problema che ho dei dns 1000….e nn posso toccare la jog xche invece di aiutarmi mi incasina di più..e coi tasti ancora peggio…ci metto tanto impegno e tempo ma mi sto un.po scoraggiano ..grazie dario

          • DarioPower
            19 febbraio 2016 at 14:28

            A tutto c’è una soluzione, non devi scoraggiarti!
            I tasti del tuo cd player posti sotto il pitch, simulano il movimento della jog che nel tuo caso non puoi usare in quanto ha la funzione scratch. Questi tasti non sono poi così tanto male da usare, li ho usati anche io e non mi sono trovato male.
            Però se vuoi avere dei risultati, devi fare 2 cose:
            – Tornare indietro, devi allenarti molto sul cueing, usa le mie risorse, se fai un ottimo cueing non hai difficoltà ad usare i tasti di cui dici che non ti trovi.
            – Non avere fretta, non puoi passare subito al livello successivo, tutti saremmo bravi djs se dopo due giorni sappiamo fare tutto, anzi io avrei fatto il politico!
            Ribadisco il concetto che devi esercitarti molto, “per 30 giorni non sai fare nulla, il 32 esimo diventerai un genio”.
            Se hai bisogno di assistenza puoi sempre contattarmi, troveremo una soluzione.
            Ti abbraccio, ricordati che se ce l’abbiamo fatta tutti, puoi farecela anche tu 😉

  • Fabrizio
    11 febbraio 2016 at 19:40

    Ciao Dario complimenti x il sito
    Vorrei chiederti..qlc sul.piching tu dici di accelerare o diminuire secondo il tempo che vanno fuori sink ..o al limite di mandare il.pitch a fondo corsa ..ma come capire se accelerare o rallentare e quando il pich e a fondo corsa cosa fare ?grazie..

    • DarioPower
      12 febbraio 2016 at 2:45

      Ciao Fabrizio, grazie per gli apprezzamenti.
      Per capire se accellerare o diminuire la battuta in fase di regolazione devi fare molta pratica in modo tale da riuscire a distinguere la battuta del preascolto con quella del brano master, un consiglio che dò sempre, e ho scritto anche sull articolo, di regolare bene il volume del preascolto.
      La tecnica del pitch a fondo corsa è una tecnica diversa, io la imparerei e la metterei da parte, perchè spesso a volte le battute di entrambi i brani sforano di poco e basta una semplice regolazione evitando di spendere lavoro e tempo inutile.
      Se il pitch è a fondo corsa vale la stessa regola del punto primo, tuttavia c’è un impedimento, se il brano in preascolto ha una battuta che esce fuori dal pitch range del brano master ti conviene fare una scelta tra:
      – Trovi un punto in cui ci sono parti pulite da batteria e altri strumenti che tengono il tempo e fai un taglio
      – Tagli il brano brutalmente
      – Sposti il pitch del brano master leggermente da adattarlo al secondo, fai bene attenzione alla tonalità della canzone e al master tempo. Non si potrebbe fare, ma l’importante che esce un passaggio pulito, indolore.

      Spero di esserti stato utile, non perdere mai l’entusiasmo, un giorno ti sveglierai come se fossi stato sempre bravo.

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